Giuseppe Barba, 69 anni, ha ucciso Salvatore Lupo — ex presidente del Consiglio comunale di Favara e imprenditore favarese di 45 anni — sparandogli tre colpi di pistola calibro 38 all’interno di un bar, nel pomeriggio di Ferragosto del 2021. La Corte di Cassazione ha deciso così e ha reso definitivi i 16 anni di reclusione nei confronti di Barba, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Palermo. I giudici hanno escluso la premeditazione.
In primo grado, il tribunale aveva condannato Barba all’ergastolo. La Corte d’Appello ha successivamente rideterminato la pena a sedici anni. Con la pronuncia della Cassazione, quella condanna diventa ora definitiva.
La ricostruzione dell’omicidio e le indagini
Secondo quanto sarebbe stato ricostruito nel corso dei processi, Barba ha sparato al genero al culmine di una lunga e burrascosa vicenda familiare. Il movente risiederebbe nella separazione tra Lupo e la figlia di Barba, Giusi. I due ex coniugi non riuscivano a trovare un accordo sulla divisione dei beni e delle somme di denaro. Tra discussioni continue, insulti e reciproche accuse, il padre della donna sarebbe infine intervenuto in sua difesa. Un affronto subito in piazza avrebbe spinto Barba, stando alla ricostruzione degli inquirenti, a decidere di vendicarsi con la violenza.
Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Favara, coordinate dalla Procura, hanno chiarito la dinamica di quel pomeriggio di sangue. Gli investigatori hanno accertato che Barba si trovava a bordo della sua Fiat Panda sul luogo del delitto nelle ore dell’omicidio. Le successive analisi tecniche hanno rilevato cospicue tracce di polvere da sparo sulla stessa autovettura. Il riscontro decisivo, tuttavia, è arrivato dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Una sentenza definitiva dopo anni di processi
La vicenda giudiziaria si è sviluppata attraverso tre gradi di giudizio, ciascuno dei quali ha ridefinito o confermato la posizione dell’imputato. La Cassazione ha ora chiuso ogni margine di impugnazione. Barba dovrà pertanto scontare i sedici anni di reclusione stabiliti dalla Corte d’Appello di Palermo. La comunità di Favara, che aveva seguito con attenzione l’intera vicenda sin dal giorno dell’omicidio, può oggi considerare concluso il percorso giudiziario legato alla morte di Salvatore Lupo.
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