È stata confermata anche nei giorni scorsi dal tribunale la diagnosi di vizio parziale di mente per Domenico Quaranta, 51 anni, originario di Favara, già noto alle cronache giudiziarie per gravi reati di natura dimostrativa, tra cui gli attentati esplosivi avvenuti alla metropolitana di Milano e nella Valle dei Templi di Agrigento. L’uomo, radicalizzatosi negli ambienti islamici dopo una vita da imbianchino, aveva già ottenuto una riduzione della pena a sedici anni proprio per il riconoscimento, all’epoca, della sua capacità di intendere e volere fortemente ridotta. A riportalo il gds.it il 12 aprile scorso.
Quaranta è al momento al centro del procedimento giudiziario per l’imbrattamento della Scala dei Turchi, celebre scogliera di marna bianca situata a Realmonte, compiuto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2022. Insieme a lui è indagato anche Francesco Geraci, 47 anni, anch’egli favarese, ritenuto complice dell’azione vandalica per aver condotto il furgone Ford Transit utilizzato e sorvegliato l’area durante il gesto. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, fu Quaranta ad aver agito materialmente, spargendo polvere di ossido di zinco – una sostanza simile alla vernice rossa – sull’intera parete della scogliera, arrecando un danno grave e visibile al paesaggio tutelato.
Le indagini, svolte dai carabinieri e coordinate dal maggiore Marco La Rovere, si sono sviluppate in tempi rapidi grazie alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della zona e all’analisi delle vendite del particolare prodotto chimico utilizzato. I due furono identificati nel giro di pochi giorni e sottoposti a foglio di via obbligatorio dal territorio di Realmonte per tre anni. Il Comune stesso, parte offesa nel procedimento, annunciò allora l’intenzione di costituirsi parte civile, ritenendo l’atto un grave sfregio al patrimonio naturalistico della Sicilia (fonte: SiciliaTV.org – notizia del 20 marzo 2023).

Ma non è tutto: Domenico Quaranta risulta sospettato anche per altri atti vandalici compiuti negli ultimi anni nella provincia di Agrigento, tutti a danno di beni di interesse paesaggistico o storico. Si segnalano, tra gli altri, danni alla scogliera di Punta Bianca, ai vasi ornamentali del belvedere di San Leone, all’edificio del municipio di Favara e persino alla casa natale di Luigi Pirandello. In diverse occasioni, inoltre, Quaranta avrebbe pubblicato sui social video derisori nei confronti delle forze dell’ordine. L’insieme di questi comportamenti ha rafforzato l’ipotesi di una condotta antisociale aggravata da disturbi psichiatrici.
Proprio la perizia recentemente depositata, richiesta dalla difesa, conferma ancora una volta il vizio parziale di mente, aprendo ora nuovi scenari giudiziari per l’imputato, con possibili ricadute anche sugli altri casi.
Nel frattempo, era lo scorso giugno 2022, il maresciallo Francesco Scimè, in servizio presso la Tenenza dei carabinieri di Favara, fu insignito di un riconoscimento speciale in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente per il ruolo chiave svolto nell’indagine che portò all’individuazione dei responsabili dell’imbrattamento della Scala dei Turchi (fonte: SiciliaTV.org – notizia del 5 giugno 2022).
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
