Il parco acquatico Etnaland, in territorio di Belpasso, in provincia, è stato sequestrato per «gravi violazioni di natura ambientale». La notizia è stata divulgata dalla Guardia costiera di Catania, che ha eseguito l’indagine sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo etneo.
Si tratta di uno dei grandi parchi di divertimento in Italia. La sua superficie complessiva, di 280 mila metri quadrati, dei quali 112.500 occupati dal solo parco meccanico, lo rendono il parco divertimenti più grande del Meridione.
Il parco acquatico Etnaland, in territorio di Belpasso, in provincia di Catania, è stato sequestrato per «gravi violazioni di natura ambientale». La notizia è stata divulgata dalla Guardia costiera di Catania, che ha eseguito l’indagine sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo etneo.
Si tratta di uno dei grandi parchi di divertimento in Italia. La sua superficie complessiva, di 280 mila metri quadrati, dei quali 112.500 occupati dal solo parco meccanico, lo rendono il parco divertimenti più grande del Meridione.
I rifiuti prodotti dal parco, meta di decine di migliaia di persone l’anno, venivano dati alle fiamme in un terreno contiguo alla struttura e poi sotterrati. L’indagine era cominciata nel 2022 e nel corso dell’inchiesta i pm hanno chiesto al gip il sequestro preventivo di tutto il parco acquatico e l’hanno ottenuto.
Nel procedimento penale sono indagati l’imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl in qualità di persona giuridica. I reati contestati sono l’attività di gestione di rifiuti – anche speciali – non autorizzata, la combustione illecita di rifiuti, l’attività organizzata per il traffico di illecito di rifiuti e l’inquinamento ambientale.
Il terreno dove venivano bruciati i rifiuti è di tipo seminativo e secondo le indagini il parco non risulta «dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale: la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019)».