Ha incontrato Papa Francesco chiedendo di non dimenticare la sorella minore, e ha avuto ragione: il Vaticano per la prima volta ha aperto un’inchiesta interna sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, e così anche la Procura di Roma e la Commissione parlamentare.
“La speranza di arrivare alla verità aumenta, anche se sull’inchiesta del Vaticano non ho fiducia. È importante parlarne nelle scuole, sento nei giovani un senso di giustizia che non hanno gli adulti” dice Pietro Orlandi che dalla scomparsa della sorella, nel 1983 a Città del Vaticano, non ha mai smesso di combattere per non far dimenticare Emanuela.
Pietro Orlandi ieri sera è intervenuto al PaceFest di Caltabellotta, che quest’anno è dedicata a “verità sospese”, cold case e casi irrisolti. Tra gli interventi, quello della preside-coraggio Antonella Di Bartolo e del giornalista e scrittore Gaetano Savatteri (firma della serie di Makari). L’attore Paolo Macedonio ha interpretato storie e personaggi di “Un fulmine a ciel Sereno”.
Il PaceFest chiude con un esperimento interessante, “Nella mente dell’assassino”: tratteggiare l’identikit psicologico di un killer. Cosa passa nella mente di un assassino su commissione, quale può essere stata la sua formazione, quali le regole, i rituali, i desideri e le paure. Cercheranno di comprenderlo, forti delle rispettive esperienze, il procuratore Salvatore Vella e lo psichiatra forense e divulgatore Fausto D’Alessandro.
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