La commissione comunale per le pari opportunità di Favara, sarà davvero garante di “Pari opportunità”? Secondo qualcuno purtroppo sarebbe discriminatoria.
Con la recente modifica del regolamento, si sarebbe fatto un passo indietro, aumentando di fatto di discriminazioni di genere, escludendo pure il mondo dell’associazionismo, e non solo…..
Ma andiamo con ordine!
Il 7 settembre scorso è stato pubblicato sul sito ufficiale del Comune di Favara l’Avviso Pubblico per la costituzione della Commissione Comunale per le Pari Opportunità.
All’avviso è stato allegato, il “Regolamento per il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità” e il modello della domanda di partecipazione.
Tutto è stato fatto seguendo anche le modifiche al regolamento della Commissione Pari Opportunità, in particolare al comma 2 dell’art.4, approvate dal Consiglio Comunale n.34 del 9 maggio 2022.
Nella delibera di Giunta n.36 del 29 maggio scorso, l’amministrazione Palumbo, ha emanato un atto di indirizzo per la costituzione della Commissione Pari Opportunità che, oltre ai 5 consiglieri di diritto, deve essere costituita da:
N. 1 componente in rappresentanza delle giovani madri;
N. 1 componente in rappresentanza delle madri caregiver;
N. 1 componente in rappresentanza dei giovani padri;
N. 1 componente femminile in rappresentanza della terza età;
N. 1 componente maschile in rappresentanza della terza età;
N. 2 componenti in rappresentanza della comunità LGBT;
N. 1 componente in rappresentanza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado o del mondo della rappresentanza universitaria.
Le istanze di partecipazione possono essere inviate al comune via pec, o consegnate a mano.
Fin qui la notizia…
Oggi interviene con una nota inviata alla redazione giornalistica di Sicilia TV, la Dott.ssa Liliana Militello, Responsabile del Centro Antiviolenza Gloria/Sportello LGBT di Favara. Ecco quanto scrive:
[…]Dalla lettura del citato elenco emerge che è stata esclusa la partecipazione dei rappresentanti dell’associazionismo presente ed operante nel territorio, originariamente prevista dall’ Art. 4 punto 2. del Regolamento del Comune di Favara ( testualmente . “ …N.1 componente in rappresentanza di Associazioni, Enti, Istituzioni e Movimenti con sede legale od operativa nel Comune, che operino in via continuativa sul territorio comunale, in merito alle tematiche di competenza della Commissione “Pari Opportunità” o sempre residente nel Comune impegnato/a nel mondo dell’associazionismo del territorio comunale”.
Il dato più scoraggiante – continua la Militello – è rappresentato dal fatto che:
in seno agli atti di natura amministrativa non vengono indicate le ragioni sottese alla proposta di modifica, ad eccezione di una vaga necessità di “massima apertura alle pari opportunità” ; in alcun modo vengono esplicitate le motivazioni che hanno portato l’Amministrazione ad estromettere dalla composizione della Commissione Pari Opportunità la rappresentanza delle Associazioni, senza tenere conto della lodevole attività svolta dalle stesse, spesso impegnate in eventi e manifestazioni condivise ( si ricorda “Giochi Senza Barriere” che ha visto la partecipazione di molteplici e variegate Associazioni, oltre che il coinvolgimento di commercianti, imprenditori, cittadini di ogni età e la stessa Amministrazione Comunale).
Peraltro, le modifiche apportate all’art. 33, comma 2, dello Statuto, nella loro formulazione letterale ( … dalle donne elette nel consiglio comunale”, sostituito con “dalle donne e dagli uomini eletti nel consiglio comunale”; da “… da esperte di accertata esperienza professionale” sostituito con “da esperti di accertata esperienza professionale”; “La commissione elegge nel suo seno, la Presidente” sostituito con “La commissione elegge nel suo seno, il Presidente”), eludono l’intento perseguito dall’Amministrazione di garantire le pari opportunità, laddove nel rispetto della parità di genere, sarebbe stato opportuno parlare di persone, quindi non di uomini o donne, ma personee non usare né il maschile né il femminile, ma un asterisco finale, quindi ad esempio espert* .
E’ chiaro che l’uso del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire, ed è il principale mezzo di espressione di pregiudizi, di discriminazioni e di stereotipi. Bisogna, inoltre, sottolineare come i requisiti attualmente richiesti appaiano generici ed in alcun modo indicativi di una qualità o qualifica specifica, perché riferiti a concetti suscettibili di variegate interpretazioni ed elusivi dei principi di trasparenza, correttezza ed imparzialità e che la modifica di cui all’art. 4, comma 2, del Regolamento per il funzionamento della Commissione delle Pari Opportunità, contrasti con le diposizioni contenute nell’ art. 1, che definisce la Commissione “come un organismo consultivo di partecipazione femminile” .
Volevo segnare la circostanza per il grande rammarico che provo nel constatare come l’attuale assetto della Commissione, in un contesto socio- culturale particolarmente complesso come il nostro, oltre ad eludere l’apporto dell’Associazioni, da anni impegnate in prima linea sul territorio, si ponga in distonia con l’effettiva parità di genere, che tendono a garantire le Associazioni ed i Centri Antiviolenza quotidianamente impegnati nella lotta contro gli stereotipi.
Cordialmente Dott.ssa Liliana Militello
Leggi anche Favara, Commissione Pari Opportunità. L’assessore Morreale: il regolamento non è stato modificato da noi, nell’articolo è riportata la risposta dell’assessore comunale al ramo, dott.ssa Antonella Morreale.
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[…]Dalla lettura del citato elenco emerge che è stata esclusa la partecipazione dei rappresentanti dell’associazionismo presente ed operante nel territorio, originariamente prevista dall’ Art. 4 punto 2. del Regolamento del Comune di Favara ( testualmente . “ …N.1 componente in rappresentanza di Associazioni, Enti, Istituzioni e Movimenti con sede legale od operativa nel Comune, che operino in via continuativa sul territorio comunale, in merito alle tematiche di competenza della Commissione “Pari Opportunità” o sempre residente nel Comune impegnato/a nel mondo dell’associazionismo del territorio comunale”.
Peraltro, le modifiche apportate all’art. 33, comma 2, dello Statuto, nella loro formulazione letterale ( … dalle donne elette nel consiglio comunale”, sostituito con “dalle donne e dagli uomini eletti nel consiglio comunale”; da “… da espert
E’ chiaro che l’uso del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire, ed è il principale mezzo di espressione di pregiudizi, di discriminazioni e di stereotipi. Bisogna, inoltre, sottolineare come i requisiti attualmente richiesti appaiano generici ed in alcun modo indicativi di una qualità o qualifica specifica, perché riferiti a concetti suscettibili di variegate interpretazioni ed elusivi dei principi di trasparenza, correttezza ed imparzialità e che la modifica di cui all’art. 4, comma 2, del Regolamento per il funzionamento della Commissione delle Pari Opportunità, contrasti con le diposizioni contenute nell’ art. 1, che definisce la Commissione “come un organismo consultivo di partecipazione femminile” .
