Rinviata di qualche giorno l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Agrigento sul feto di nove mesi, morto nel grembo della madre, a pochi giorni dal parto all’ospedale di Licata. Una volta conclusi gli accertamenti dei carabinieri, è scontata l’iscrizione sul registro degli indagati dei sanitari, che si sono occupati della madre.
Un atto dovuto, in presenza di un esame irripetibile, come quello dell’esame autoptico, necessario per consentire a tutti di nominare dei propri legali, e consulenti di parte, e partecipare all’esame autoptico, che sarà eseguito presso la camera mortuaria del nosocomio licatese.
L’autopsia metterà i primi punti fermi, attesi dal magistrato, per dare una direzione precisa ad un’indagine, in cui al momento non si esclude nulla: dalle cause naturali, ad una eventuale responsabilità medica. La donna, una ventiseienne di Palma di Montechiaro, era arrivata a fine gravidanza, ma quando è andata in ospedale, a Licata, per partorire, i medici durante i controlli del caso hanno scoperto, che il cuoricino del feto aveva cessato di battere.
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