L’Elezione a sindaco di Favara di Antonio Palumbo va pure su LaRepubblica.it. “Amministrative: il M5S e la siciliana Favara, storia di una post verità elettorale” è il titolo della notizia del collega Matteo Pucciarelli di Repubblica.
E’ una nota politica.
Pucciarelli parla di Favara definendolo “il caso del comune siciliano (con una sindaca uscente del Movimento) dove ha vinto il candidato comunista di Rifondazione appoggiato anche dal Pd”. “Un successo che i 5 Stelle spacciano per proprio” – continua.
“Quando il piatto elettorale piange – scrive il giornalista di LaRepubblica – non si butta via nulla e anzi, si fa finta che dentro ci sia qualcosa in più. Il piccolo caso di Favara, comune siciliano di quasi 35 mila abitanti in provincia di Agrigento, è però indicativo di come con una certa leggerezza (e spregiudicatezza) i partiti diano in pasto via social notizie di successi e imprese mai avvenute, quasi sempre per nascondere disfatte, grandi o piccole.
La storia è questa: il M5S a Favara nel 2016 aveva eletto una sindaca, correndo in solitaria. Anna Alba al ballottaggio col centrosinistra stravinse col 71 per cento, il Movimento portò a casa 14 consiglieri su 24. Un successo, quello sì. Cinque anni di amministrazione, mille problemi in Consiglio con un gruppo di eletti dei 5 Stelle che fa una fronda interna e tenta senza riuscirci di sfiduciarla, comunque alla fine Alba non viene ricandidata. Non solo, perché il M5S non presenta neanche una propria lista, ma una civica non certificata e promossa dal deputato regionale Giovanni Di Caro con un simbolo cromaticamente simile a quello ufficiale e denominata L’Altra Favara. Stavolta in appoggio al centrosinistra. “La città, ridotta al disastro dall’attuale amministrazione, si salva se ognuno è disposto a rinunciare a qualcosa e a scegliere il bene collettivo a discapito delle piccole rendite di posizione”, fu scritto nella presentazione della lista. L'”attuale amministrazione”: cioè quella del M5S stesso…
A Favara passa per il suo tour elettorale anche Giuseppe Conte ma non va bene, anzi: dopo il primo turno la lista civetta del Movimento prende il 3 per cento. Ultima delle 15 liste in corsa, zero consiglieri eletti. Ce ne sarebbe abbastanza per ammettere il flop, a maggior ragione se dopo cinque anni di governo.
Invece il giorno dopo la realtà si capovolge: il candidato sindaco di Pd e sinistra, il rifondarolo Antonino Palumbo, appoggiato anche dalla civica vicina ai 5 Stelle, passa al secondo turno e magicamente sui social del M5S si canta vittoria. “Andiamo al ballottaggio!”.

Nello scarno elenco di città in cui si grida vittoria ci finisce anche Favara: lo fa l’attuale vicepresidente del M5S Paola Taverna (“Sappiamo che non sarà semplice, sappiamo che continueranno ad attaccarci in ogni modo, sappiamo che abbiamo gran parte dell’informazione contro”, prova a motivare i suoi, citando anche il successo Favara); il viceministro Giancarlo Cancelleri parla di “ottimi risultati” e naturalmente cita pure Favara; Di Caro si felicita perché “Favara sta cambiando strada!”, contento evidentemente di aver tolto al suo stesso partito la guida del comune; il collega in Regione Antonio De Luca va oltre, “la Sicilia si tinge di giallorosso, il lavoro paga sempre e in Sicilia siamo abituati a lavorare sodo”.
Alla fine – conclude il giornalista il Matteo Pucciarelli di Repubblica – il comunista Palumbo, che fu candidato sindaco anche nel 2016 contro il M5S e i dem sfiorando il ballottaggio, vince il secondo turno e diventa sindaco. Sui social appaiono le card ufficiali del Movimento con la sua faccia, con gli auguri di buon lavoro. Tanto chi sa davvero cosa è successo a Favara?”
https://www.repubblica.it/politica/2021/10/26/news/m5s_la_siciliana_favara_e_la_storia_di_una_post_verita_post_elettorale-323819230/
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