Non è tardata ad arrivare le replica dell’On. Giovanni Di Caro (Deputato Regionale all’Ars, capogruppo M5S) alle accuse mossegli dalla dimissionaria sindaca di Favara, Anna Alba.
“La (ex?) sindaca – dice Di Caro – non si doveva dimettere due mesi prima della scadenza innaturale del mandato […] con l’emergenza rifiuti causata quasi esclusivamente da un modo di amministrare la città scellerato e irresponsabile; con le scadenze legate alla stabilizzazione dei precari; un secondo dissesto finanziario alle porte; una crisi idrica permanente e altri problemi strutturali dell’Ente […] Un gesto degno del peggior Schettino, anzi Schettina, che lascia vigliaccamente la nave mentre i passeggeri annegano a causa di un inchino azzardato”.
Riportiamo qui di seguito quanto espresso dall’onorevole favarese.
Finora non ho voluto commentare la decisione di rassegnare le dimissioni della (ex?) sindaca di Favara per diversi ordini di motivi. Perché i cittadini favaresi stanno attraversando un periodo abbastanza delicato e gettare benzina sul fuoco non risolve alcun tipo di problema. Per non infierire nei confronti di una scelta, quella di dimettersi a due mesi dalla scadenza del mandato, già prorogata a causa della pandemia tuttora in corso, che non valuto positivamente o come chissà quale forma di gesto eroico o di generosità. No tutt’altro.
Dimettersi a due mesi dalla scadenza prorogata del mandato, con l’emergenza rifiuti causata quasi esclusivamente da un modo di amministrare la città scellerato e irresponsabile; con le scadenze legate alla stabilizzazione dei precari; un secondo dissesto finanziario alle porte; una crisi idrica permanente e altri problemi strutturali dell’Ente, a mio avviso è degno del peggior capitano di una nave, che punta dritta verso un iceberg, e scappando dalla nave lancia veleni e responsabilità su tutti e tutto fuorché a sé stesso.
Anche il M5S non è esente da responsabilità. Alcuni infatti tra fuoriusciti e non, per danneggiare il movimento o perché semplicemente distaccati dal territorio e dalla realtà, hanno sostenuto e difeso aprioristicamente le azioni politiche di una sindaca che non è più nel movimento da anni pur non avendo mai avuto il coraggio di ammetterlo esplicitamente.
Tutti i sindaci della provincia di Agrigento, tranne evidentemente qualcuna, conoscono la mia disponibilità al loro servizio a prescindere dal colore politico e solo ed esclusivamente per il territorio e per la collettività. Quando chiama un sindaco i deputati devono rispondere sempre e comunque. Bene, in 4 anni la (ex?) sindaca di Favara non ha mai chiamato, scritto o fatto chiamare il sottoscritto. Mai. Tuttavia non ho mai fatto mancare – con azioni parlamentari e atti concreti – il mio sostegno e il sostegno del M5S all’ARS alla città di Favara. È un mio dovere dal quale non sfuggo, non scappo.
Nella foto, ad esempio, una riunione del 28 giugno scorso in Prefettura di Agrigento, in cui erano presenti tutti i sindaci della provincia di Agrigento tranne la sindaca di Favara. Abbiamo affrontato il tema delle infrastrutture, tanti progetti e voglia di lavorare insieme.
La (ex?) sindaca non si doveva dimettere due mesi prima della scadenza innaturale del mandato. Doveva farlo due anni fa, subito dopo la mozione di sfiducia che alcuni consiglieri comunali hanno sottoscritto e portato in aula per l’acclarata incapacità amministrativa e per una modalità di gestire la cosa pubblica a dir poco opaca. Anziché continuare a disamministrare grazie al sostegno di tanti consiglieri comunali eletti per stare all’opposizione.
La (ex?) sindaca sceglie invece, nell’ora più buia per la città, di abbandonare la nave mentre affonda tra le proteste legittime del personale precario, in piena crisi pandemica, sommersa dai rifiuti. Ennesimo atto di strafottenza e irresponsabilità. Peggio ancora se tra venti giorni la città capirà di essere davanti all’ennesima farsa, cioè assisterà al ritiro delle dimissioni “per il bene della comunità”.Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie

