Un incendio ha completamente devastato uno dei depositi di prodotti ittici, da tempo dismessi, ma ancora oggi usato abusivamente da qualche pescatore, all’interno dell’area portuale di Porto Empedocle. Le fiamme, infatti, hanno bruciato celle frigorifere, dove all’interno c’erano circa 200 chili di pesce, segno che qualcuno utilizzava il fabbricato. Del magazzino restano solo macerie carbonizzate. Crollati perfino alcuni dei solai.E ieri mattina un altro principio d’incendio è divampato in un secondo deposito, attiguo all’altro, sotto gli occhi dei poliziotti della Scientifica, in quei momenti impegnati nei rilievi, ma per fortuna l’intervento tempestivo dei soccorritori ha evitato il peggio.
Sul rogo dell’immobile divorato dal fuoco, i poliziotti del Commissariato “Frontiera”, e i loro colleghi della squadra Mobile di Agrigento, con il coordinamento della Procura della Repubblica, indagano e al momento non escludono nulla. In “piedi” tutte le ipotesi, dall’atto doloso al fatto accidentale riconducibile ad un corto circuito.
Preso di mira il magazzino di prodotti ittici all’ingresso, una volta appartenente ad un noto commerciante empedoclino, negli ultimi anni, rimasto coinvolto in diversi procedimenti giudiziari. Le fiamme sono scoppiate, ieri notte, poco dopo le 4. Sul posto i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento, intervenuti con tre autobotti, e un’autoscala. I pompieri hanno lavorato velocemente e contro il tempo. Gran parte del deposito era già stato avvolto dal fuoco. Le operazioni si sono concluse in mattinata.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
