Sono poco più di 1.500 i migranti sbarcati a Lampedusa tra sabato e domenica. Tutti portati all’hotspot di contrada “Imbriacola”, che è al collasso, di una capienza massima di 250 persone. La Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento immediato di 312 persone su una nave quarantena. Poi, altri 200 trasferiti con il traghetto di linea al porto di Porto Empedocle, e da lì, smistati in centri di accoglienza di Ragusa.
Quasi tutti i barchini approdati provengono dalla Tunisia, come dimostra anche la nazionalità degli occupanti. I due pescherecci con circa 400 persone sarebbero invece partiti dalle coste libiche, le stesse davanti alle quali tre giorni fa una motovedette di Tripoli, donata peraltro dal governo italiano, ha mitragliato un peschereccio mazarese.
Quello che è certo è che in Libia come in Tunisia il controllo delle coste si sta dimostrando inefficace. Così come quello delle frontiere desertiche del Sud da dove passa il flusso proveniente dall’Africa centrale. A Lampedusa, con l’hotspot stracolmo, il sindaco Totò Martello sottolinea infine la necessità di “regole chiare” in grado di coniugare “il soccorso in mare, e il controllo nel Mediterraneo, con azioni di tutela dei diritti umani”
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