Da gennaio 2018 all’Ars potranno tornare gli ”stipendi d’oro” per i vertici di Palazzo dei Normanni.
A fine dicembre infatti scade l’accordo durato tre anni che prevede il limite massimo di 240mila euro. Potrebbe esserci insomma un via libera ai maxi–stipendi che potrebbero mettere a rischio i conti della Regione Siciliana.
Al momento i limiti sono i seguenti: 204 mila euro per gli stenografi, 193 mila euro per i segretari, 148 mila euro per i coadiutori, 133.200 euro per i tecnici e 122.500 euro per gli assistenti parlamentari.
Tra poco più di un mese potranno invece essere adottati i limiti stipendiali previsti presso il Senato della Repubblica» (dove nemmeno lì, a partire dalla stessa data, non ci saranno più tetti agli stipendi).
A Palermo in questo preciso momento non si muove foglia, anche perché la nuova Assemblea, eletta lo scorso 5 novembre, non s’è ancora insediata. Tra i sindacati interni c’è attesa per le mosse dell’amministrazione.
Certo è che il ripristino delle vecchie tabelle comporterebbe un incremento di oltre il 30 per cento della spesa per il personale, circa 10 milioni di euro in più.
Lo stop al tetto di 240 mila euro per gli apicali riguarda una decina di funzionari; il 70% del personale dell’Ars, in totale 180 dipendenti circa.
Una vicenda simile a quella che si presenta in questi giorni alle Camere dove è in scadenza il provvedimento che fissa per gli stipendi il tetto di 240 mila euro e che in tre anni aveva fatto risparmiare – solo a Montecitorio – 24 milioni di euro.
Una semplice proroga del provvedimento è impossibile (farebbe scattare un mare di ricorsi) e la legislatura agli sgoccioli rende improbabile che si possa affrontare il tema. Prevedibile l’irritazione della Boldrini che avrebbe voluto che le misure fossero strutturali e non temporanee.
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