Una perizia, cioè una relazione tecnica disposta dal tribunale che metta dei punti fermi tra le diverse consulenze di parte inconciliabili fra loro. È questo quanto chiesto ieri al termine di una udienza al tribunale di Agrigento.
La vicenda fa riferimento alla morte della giovane agrigentina Chiara La Mendola, deceduta nel dicembre del 2013 a causa di un incidente stradale avvenuto in via Cavaleri Magazzeni, a San Leone. La giovane avrebbe perso il controllo dello scooter che stava guidando a causa di una buca scontrandosi contro una Nissan Micra guidata dall’82enne Giuseppe Valenti.
L’anziano sarebbe accusato di omicidio colposo in quanto avrebbe azionato i freni dell’utilitaria in ritardo e si sarebbe discostato dal margine destro della strada, non riuscendo quindi a impedire l’impatto. Non sono dello stesso parere i consulenti della difesa.
Ieri dunque un confronto tra i consulenti delle parti – procura, parte civile e difesa – alla presenza del giudice Maria Alessandra Tedde. Ed è stata proprio la difesa dell’82enne a chiedere al giudice di nominare uno o più periti in quanto le tesi esposte dai tecnici in merito alla ricostruzione dell’incidente sono ”oggettivamente inconciliabili”.
A questa richiesta si sarebbero opposti gli avvocati delle parti civili e il pm. A loro dire un’ulteriore perizia non sarebbe necessaria, ma spetterà al giudice prendere la decisione e accogliere o meno la richiesta della difesa.
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