Secondo scandalo nel giro di pochi giorni per una nuova Assemblea Regionale Siciliana che deve ancora insediarsi. Arriva l’avviso di garanzia per il neo deputato regionale Edy Tamajo, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.
Secondo la procura di Palermo l’accusa è chiara: durante la recente elezione regionale Tamajo avrebbe promesso di pagare 25 euro a voto. E di voti il 41enne ne ha ottenuti tanti; ne aveva già ottenuti ben 5mila 107 cinque anni fa, quando fu già eletto deputato nella corsa elettorale che vide l’ascesa del governo Crocetta, e ha più che raddoppiato in questi giorni ottenendo 13mila 984 preferenze nelle fila di Sicilia Futura – ufficialmente a sostegno del candidato del centrosinistra Fabrizio Micari. Tamajo è risultato il candidato più votato a Palermo, il terzo in Sicilia.
A occuparsi dell’inchiesta, su coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Fabiola Furnari, la Guardia di Finanza. I finanzieri hanno già perquisito il suo comitato elettorale e nei prossimi giorni Tamajo è invitato a presentarsi in procura per essere interrogato.
Nella lista degli indagati ci sarebbero anche altri nominativi, verosimilmente quelli che, secondo gli inquirenti, abbiano fatto da tramite per il deputato al fine di convincere, dietro promessa di compenso economico, gli elettori. Il riserbo, naturalmente, è massimo. Pare comunque che le indagini siano partite dall’ascolto di alcune conversazioni intercettate, sembra inoltre che siano stati convocati dei testimoni che avrebbero confermato di avere ricevuto la promessa del compenso economico in cambio del voto.
Ed è ormai bufera e tempesta quella che si abbatte sulla nuova Assemblea Regionale Siciliana. Questa vicenda si aggiunge a quella risalente al giorno dopo le elezioni, quando fu arrestato con l’accusa di evasione fiscale un altro appena eletto componente dell’Ars; si tratta di Cateno De Luca, il candidato più forte dell’UDC messinese che proprio ieri è stato assolto in un altro procedimento penale che lo vedeva imputato per i reati di abuso d’ufficio, tentativo di concussione e falso in atto pubblico. L’inchiesta al tribunale di Messina riguardava presunti reati commessi tra il 2004 e il 2010 quando De Luca, allora sindaco del comune messinese di Fiumedinisi avrebbe stravolto programmi di opere di riqualificazione urbana e incentivazione dell’occupazione per favorire imprese edilizie della sua famiglia.
Intanto l’on. Edy Tamajo commenta quanto accaduto sui social.
”Carissimi Amici, apprendo con stupore l’avvio dell’inchiesta giudiziaria nei miei confronti. Posso affermare, senza timore di smentita, –dice ancora il neo deputato– di non aver mai comprato un solo consenso ma di aver costruito la mia carriera politica sull’attività quotidiana a favore della gente e della collettività. Si tratta di condotte che sono lontane anni luce dal mio modo di fare politica, da quello della mia famiglia e del mio gruppo politico. Ho dato la mia totale disponibilità, nei confronti dell’autorità giudiziaria, per chiarire questa incresciosa vicenda che sono sicuro, grazie al lavoro dei miei avvocati, riuscirò prestissimo a dimostrare che si tratta di un infondato castello di accuse”.
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