Con l’accusa di violenze sessuali è stato arrestato e posto ai domiciliari il direttore dell’Uroginecologia dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, il dott. Biagio Adile, 65enne originario di Racalmuto.
A firmare il provvedimento il gip Maria Cristina Sala. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Giorgia Righi e l’aggiunto Ennio Patrigni, della Procura di Palermo.
A denunciare i presunti abusi sessuali una 29enne tunisina. La donna avrebbe raccontato agli inquirenti di soffrire di gravi problemi ginecologici che in Tunisia l’avevano costretta a subire numerosi interventi, pare 13, senza però ottenere validi risultati. Proprio per questo si era rivolta al medico Adile. Il primo abuso –avrebbe raccontato la 29enne– si sarebbe consumato nel dicembre del 2016 nello studio privato del dottore. In quella occasione il medico l’avrebbe invitata a fare un’ecografia gratuita presso un suo amico che lavorava in ospedale. Sospettando che si sarebbe potuta ripetere la violenza, la donna portò con sé il cellulare per filmare la visita, riprendendo così gli abusi. Dopo la denuncia della donna, la Procura ha estrapolato le registrazioni che avrebbero fornito riscontri alle accuse.
Gli inquirenti adesso starebbero accertando se altre donne abbiano potuto subire le stesse violenze da parte dell’uomo.
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