False vendite su siti online per truffare gli ignari acquirenti. Sono questi i presunti reati per i quali il pm Federico Panichi ha chiesto 7 rinvii a giudizio.
Dopo quattro mesi dall’operazione dei carabinieri, denominata ”Pacchi.it”, la vicenda approda in aula. Secondo gli inquirenti i coinvolti nell’inchiesta avrebbero dato vita a una organizzazione finalizzata a compiere raggiri su noti siti web di acquisti online. I presunti truffatori avrebbero ”esposto” su tali siti autovetture e motori – anche non di loro proprietà – e altri oggetti di vario genere, proponendo dei prezzi scontati.
Durante i contatti con le vittime sarebbero state utilizzate schede telefoniche temporanee e carte prepagate, distrutte dopo essersi fatto versare l’acconto della vendita. Oltre la trentina le presunte truffe riuscite. Una di queste, non andata a buon fine, avrebbe riguardato un terremotato di Amatrice al quale si sarebbe cercato di vendere una roulotte a 1.500 euro. Il ”giro d’affari” della presunta banda si sarebbe aggirato intorno ai 6mila euro al mese.
Per i 7 imputati, tutti di origine licatese, spetterà al Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, decidere se disporre il processo.
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