”Tutti i giorni decine e decine di migranti tunisini sbarcano a Lampedusa. Vengono identificati e passano qualche giorno presso l’hotspot dell’isola, poi vengono imbarcati sulla nave di linea per la Sicilia e infine vengono abbandonati sulla banchina del porto di Porto Empedocle”.
È questo quanto ricostruito da Claudio Lombardo, che spiega come i migranti giunti nella città marinara vengano lasciati a loro stessi. ”Chiedono informazioni per sapere come giungere alla stazione – afferma il responsabile dell’associazione MareAmico – e poi si dirigeranno a piedi verso la stessa”. Il tutto, sovente, in orario notturno quando a illuminare le statali percorse dagli immigrati sono solo le occasionali luci dei fari di qualche auto di passaggio.
Ai migranti viene lasciato un sacchetto con qualche alimento e un foglio di via per lasciare l’Italia valido solo una settimana. Poi dovrebbero provvedere ad abbandonare il territorio nazionale a proprie spese ma, spiega Lombardo, non lo fa nessuno.
Questo il destino di centinaia e centinaia di tunisini che abbandonano la propria terra per arrivare in Italia e verso i quali, soprattutto nelle ultime settimane, monta l’indignazione degli agrigentini per la lesione che il flusso migratorio sta provocando all’immagine della propria città.
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