L’irresistibile tentazione di farsi un ”selfie” ha tradito uno scafista tunisino che è stato arrestato.
È l’epilogo dello sbarco di un piccolo gommone di cinque metri che davanti agli occhi di alcuni giornalisti, lo scorso 10 ottobre, è giunto sulla spiaggia della bellissima riserva naturale di Torre Salsa, nell’agrigentino.
In nove erano giunti sulla spiaggia, per poi disperdersi tra la vegetazione e quindi per le strade. Giunti sul posto, i carabinieri sono riusciti a individuare tre uomini per poi, dopo ore di ricerche, coadiuvati anche dai finanzieri, rintracciarne altri tre in territorio di Siculiana. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile del capoluogo, giunti di rinforzo, hanno subito approfondito le indagini partendo da un navigatore satellitare trovato nelle mani di uno dei migranti. In più, dal suo cellulare è saltato fuori un video e delle foto che lo ritraevano mentre pilotava il piccolo gommone. Conferme arrivate anche da alcune dichiarazioni degli altri compagni di viaggio che hanno fatto emergere anche responsabilità di un altro dei trasportati, quale complice del primo.
Per il 27enne presunto scafista tunisino sono scattati gli arresti in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per ”favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
Stessa accusa per il secondo connazionale complice, per il quale è scattata invece la denuncia in stato di libertà. I rimanenti quattro sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Agrigento per ingresso illegale nel territorio dello Stato.
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