Disparità di trattamento per i lavoratori precari tra i comuni in riequilibrio finanziario e quelli in dissesto finanziario.
Era questa la lamentela che negli ultimi mesi del 2016 e inizi del 2017 aveva acceso la discussione a Racalmuto dove il sindaco Emilio Messana aveva lanciato un appello al presidente della Regione, agli assessori e ai gruppi parlamentare all’ARS chiedendo un emendamento alla legge regionale che potesse prorogare i contratti dei precari a 24 ore.
L’assemblea Regionale Siciliana ha approvato un emendamento che equipara adesso i Comuni in riequilibrio ai Comuni in dissesto finanziario. I contrattisti del Comune di Racalmuto quindi potranno tornare a lavorare per il massimo delle ore.
Per come era la legge, i Comuni in riequilibrio finanziario potevano prorogare i contratti con riferimento ai rapporti in corso al 31 dicembre 2014. Ma a quella data, per effetto del piano di riequilibrio approvato, il Comune di Racalmuto aveva stipulato i contratti da 24 a 18 ore. Per quelli che invece avevano dichiarato il dissesto la Regione si sarebbe fatta carico del costo dei precari, garantendo 24 ore lavorative settimanali.
A esprimere soddisfazione per questo emendamento sono i consiglieri comunali del gruppo ”Racalmuto prima di tutto”.
”La battaglia, iniziata dal gruppo ‘Racalmuto prima di tutto’, ha spinto l’amministrazione comunale a impegnarsi, a sua volta, – hanno scritto i consiglieri di opposizione Carmelisa Gagliardo, Salvatore Maniglia, Ivana Mantione, Vincenzo Mattina, Maria Morgante, Sergio Pagliaro, Marilena Piscopo e Marcello Tufarulo – e alla fine, grazie all’impegno di tutti, il problema è stato risolto”.
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