Hanno fatto scena muta durante l’interrogatorio di garanzia i due tecnici dell’Enel coinvolti nell’indagine ”Alta Tensione” dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento.Domenico La Porta, 63 anni di Naro, e Giovanni Trupiano, 60 anni di Agrigento, entrambi residenti nella città dei Templi, non hanno voluto rispondere alle domande del Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Ricordiamo che l’indagine dei carabinieri partì nell’ottobre 2014, dopo la denuncia ai danni dei due tecnici da parte di un imprenditore agrigentino che li aveva segnalati per tentata estorsione a seguito di un loro raggiro non andato a buon fine. In pratica i due sono accusati di aver installato illegalmente, dietro compenso economico, apparecchiature come un magnete o il cosiddetto sistema del ”sorcio” per evitare di far pagare tutta l’energia elettrica consumata a diversi utenti. Tutto ciò mentre i due erano invece incaricati dalla società elettrica (parte lesa nella vicenda) di fare l’attività opposta, ovvero scovare eventuali furti di energia elettrica.
Nell’indagine, conclusasi nel 2016 e portata alla luce dai carabinieri il 7 marzo 2017, sono coinvolte una ventina di persone. Anche un’altra indagata, una 56enne di Campobello di Licata, alla quale è stata applicata la misura dell’obbligo di firma, ha scelto di non rispondere alle domande del Gup. La donna avrebbe fatto da tramite tra loro e alcuni clienti.
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