Dal prossimo primo gennaio potranno continuare a lavorare. Stiamo parlando dei circa 50 netturbini in servizio nella città dei Templi.
Il rischio era che dal prossimo anno si sarebbero ritrovati disoccupati. Ieri, durante un incontro al Comune di Agrigento, è stata tracciata una strada da seguire.
La vertenza è nata a causa del costo eccessivo del servizio. Il Comune di Agrigento, in vista della nuova gara d’appalto, aveva dunque ipotizzato di fare quello che la legge gli consente: ovvero riduzione del quinto d’obbligo della gara d’appalto, risparmiando, dunque, circa un milione di euro. Una scelta che non poteva che mettere a rischio il posto di lavoro di una cinquantina di netturbini.
Ieri, come detto, incontro al Municipio alla presenza di amministrazione comunale e sindacati.
Durante l’incontro, gli assessori comunali hanno evidenziato – dopo aver acquisito i numeri – che non c’è un riparto omogeneo dei costi fra Agrigento e gli altri 11 comuni che dal primo luglio metteranno in gara d’appalto il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. ”L’amministrazione comunale – ha spiegato Alfonso Buscemi, segretario della Cgil Funzione pubblica – ci ha chiesto di lavorare tutti assieme per raggiungere l’obiettivo di una spesa più omogenea. E il primo passo sarà incontrare il commissario della Srr per fare un piano di riparto”.
Qualora quindi si rediga un piano unico e omogeneo di spesa, il Comune di Agrigento non avrebbe bisogno di fare tagli.
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