Cinquanta posti di lavoro di operatore ecologico a rischio ad Agrigento ed è per questo che stamattina lavoratori e organizzazioni sindacali hanno svolto un sit–in davanti al municipio di piazza Pirandello per dire ”no” ai tagli.
Perdita di posti di lavoro che sarebbe la conseguenza diretta e immediata dell’applicazione da parte della Giunta della cosiddetta ”diminuzione del quinto d’obbligo” nell’appalto del servizio di igiene ambientale.
La manifestazione è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil di categoria, che non sono ancora stati convocati dagli amministratori comunali per discutere della vertenza.
”La situazione è gravissima – spiega il segretario generale della Cgil funzione pubblica Alfonso Buscemi – perché i licenziamenti conseguenti alla diminuzione del quinto d’obbligo si sommerebbero ai lavoratori che la Gesa dovrebbe licenziare se il Tar dovesse dare ragione al comune di Agrigento sulla rinuncia ai servizi che attualmente sono garantiti dalla stessa società. Non dimentichiamo che comporterebbe un taglio di qualcosa come 45 o addirittura 50 posti di lavoro. Vogliamo essere fiduciosi e augurarci –continua Buscemi– che l’amministrazione comunale ci ripensi, ascoltando la nostra proposta, che solo ad Agrigento non trova riscontro, e cioè puntare sulla raccolta differenziata concreta. Siamo consapevoli che la tariffa sui rifiuti va abbassata, ma garantendo un servizio degno di questa città nel rispetto dell’ambiente, mettendo fine alla politica delle discariche. Ormai, anche in provincia di Agrigento abbiamo esempi di come si possono ottenere numeri importanti in poco tempo con un risparmio economico enorme. Certamente, necessita la collaborazione dei cittadini, ma, se gli amministratori, per primi, non credono alla riuscita di un progetto, non si può chiedere che lo facciano gli altri. Vogliamo – conclude Buscemi – un sereno confronto per una delle vertenze più delicate che riguarda decine e decine di posti di lavoro”.
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