Dopo una settimana e mezzo l’avvocato Giuseppe Arnone ritorna nel carcere Petrusa di Agrigento.
È stata infatti accolta la richiesta di aggravamento della misura a suo carico, formalizzata dalla Procura della Repubblica.
Proprio martedì Arnone si è recato in tribunale per costituirsi parte civile in un processo e per presenziare a un procedimento nel quale risulta indagato.
Nonostante il divieto di comunicazione impostogli dal Gip Francesco Provenzano – nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari – ad un certo punto l’avvocato ha indossato la toga e difeso un suo assistito. Ieri, nel pomeriggio, la polizia gli ha notificato ufficialmente l’aggravamento della misura e lo ha trasferito in carcere.
Come ricorderete, lo scorso 12 novembre Anrone era stato arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento e portato in carcere con l’accusa di estorsione, quantificata in 50 mila euro, ai danni della collega Francesca Picone. Dopo 3 notti passate in carcere, Arnone – assistito dai suoi legali Arnaldo Faro e Carmelita Danile – era comparso davanti al Gip Provenzano, il quale lo aveva posto ai domiciliari.
Per lunedì prossimo è fissata l’udienza al tribunale del Riesame sull’ordinanza di convalida e sull’applicazione degli arresti domiciliari.
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