È stato convalidato l’arresto dell’avv. Giuseppe Arnone che però ha lasciato il carcere per essere posto ai domiciliari.A deciderlo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano.
Arnone era stato arrestato sabato scorso in flagranza di reato con l’accusa di estorsione ai danni di una sua collega, l’avvocato Francesca Picone. Avrebbe incassato due assegni per un importo complessivo di 14 mila euro.
Ha lasciato quindi il carcere Petrusa dove ci è rimasto per tre sere. Portato a casa ha avuto il divieto assoluto di comunicare con l’esterno, per come chiesto dalla Procura.
I domiciliari sono stati disposti “fino alla data di chiusura del procedimento n° 523/13”. Procedimento questo che vede imputata l’avvocato Picone.
Secondo l’accusa Arnone avrebbe chiesto a Picone la somma di 50 mila euro “per non alzare clamore mediatico su una pregressa vicenda giudiziaria che la vede imputata per irregolarità nei confronti di alcuni suoi clienti successivamente assistiti proprio da Arnone”.
Martedì mattina Arnone, assistito dai legali difensori Arnaldo Faro e Carmelita Danile, era comparso davanti al Gip, nella sala interrogatori del carcere Petrusa, e per oltre 4 ore aveva risposto alle domande del giudice, cercando di fare chiarezza sulla sua posizione.
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