Una bella accoglienza quella registratasi sabato scorso alla scuola elementare “Don Bosco “ di Favara per il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.
L’esponente del governo Renzi, accompagnato anche dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Maria Luisa Altomonte, prima di entrare nel plesso di via Delle Grazie ha incontrato l’alunno e la sua insegnante di sostegno che erano rimasti lievemente feriti lo scorso 9 ottobre dopo il crollo del controsoffitto della loro aula.
La folta delegazione di autorità si è spostata al primo piano dell’edificio, area che attualmente è interdetta alle attività didattiche.
La visione delle macerie presenti sul pavimento della 5ª A ci aiutano a capire meglio come quel venerdì 9 ottobre la tragedia si sia veramente evitata per poco.
L’onorevole Faraone ha sentito le descrizioni sull’evento fornite dai tecnici comunali.
C’è massima disponibilità da parte del Governo a elargire i fondi necessari per la sistemazione ma occorrono ovviamente i progetti.
Le sole parole, come sappiamo, né consolidano né ripristinano un edificio. È quindi compito dell’Amministrazione Comunale fornire tempestivamente al Ministero un progetto per attingere alle risorse economiche previste dal Governo.
A Roma, poi, la Città di Favara è autorevolmente rappresentata dai giovani parlamentari Moscatt e Bosco, presenti entrambi sabato e che sicuramente seguiranno la vicenda con interesse.
La dichiarata inagibilità del primo piano ha creato e continua a creare notevoli disagi alle famiglie degli alunni per via dello spostamento delle lezioni in altri plessi dell’ Istituto Comprensivo.
Particolarmente significativa è stata la lettura di una lettera degli alunni della 5ª A al sottosegretario dove sostanzialmente si è chiesto di scongiurare la chiusura del plesso scolastico.
Concorde con le istanze dei suoi allievi anche il dirigente scolastico Brigida Lombardi.
La sola ipotesi di una momentanea chiusura dell’edificio crea allarmismi nella comunità che, vedendo la triste fine della vicina ex scuola media “Barone Mendola”, si dice seriamente preoccupata per le sorti dell’istituzione scolastica.
La visita a Favara del sottosegretario Faraone si è poi chiusa proprio nel rudere della “Mendola”.
Lo scempio compiuto nell’ex scuola di via dei Mille è sicuramente una delle pagine più buie della storia della comunità favarese.
Crediamo senza nessun timore di smentita che l’omessa custodia del bene collettivo sia stata la causa principale delle continue violenze subite dalla struttura.
Per problemi strutturali in un padiglione l’attuale sindaco, agli albori della sua legislatura, si trovò costretto a chiudere la scuola.
Il totale abbandono della struttura ha contribuito, purtroppo, a incentivare i continui raid vandalici e depredatori che hanno poi segnato il destino dell’Istituto.
Opere di distruzione che, come mostrato più volte dalle nostre telecamere, sono state spesso compiute alla luce del sole e senza nessun ostacolo da chi invece aveva il compito di vigilare.
Anche nel caso dell’ex scuola “Mendola” è stato chiesto l’aiuto del Governo e, così come avvenuto poco prima al plesso “Don Bosco”, puntuale è stata la promessa di interessamento del sottosegretario Faraone.
È inutile dire che anche per questa struttura servono i progetti.
Interessante la presenza sabato scorso all’ex scuola “Mendola” di Via dei Mille di diversi giovani, ex allievi dell’Istituto e facenti parte di alcune associazioni giovanili, che sono stati protagonisti della realizzazione di uno spot di sensibilizzazione.
È lodevole come a pochi mesi dalle elezioni amministrative questi giovani chiedano la restituzione della scuola alla città. Un segnale che, seppur in modo tardivo, si vuole lanciare agli organi istituzionalmente competenti.
La giornata agrigentina del sottosegretario all’Istruzione poi si è chiusa all’Istituto Tecnico Commerciale “Michele Foderà” di Agrigento, dove nell’aula magna “Maria Alajmo” l’On. Faraone ha incontrato i dirigenti scolastici della provincia.
Nell’Istituto diretto dalla prof.ssa Patrizia Pilato si è parlato delle novità introdotte nel mondo della scuola dalla tanto discussa Legge 107.
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