L’evoluzione dei tempi spesso spinge la società a non considerare più gravi alcuni dei problemi che invece fino a qualche decennio fa’ preoccupavano l’intera popolazione, stiamo parlando del consumo di sostanze stupefacenti. Negli anni ’80 era facile imbattersi in siringhe abbandonate dai tossicodipendenti ai bordi delle strade poi, grazie alle molteplici campagne di sensibilizzazione promosse dallo Stato e ai duri colpi inflitti al narcotraffico dalle forze dell’ordine, la tendenza all’uso di sostanze stupefacenti, rispetto a 30 anni fa’, ha registrato un forte decremento, seppur ha una ampia diffusione è presente soprattutto tra la popolazione giovanile con le sostanze definite “leggere”.
Cadere nel tunnel della droga negli anni ’80 del secolo scorso, ha senz’altro un significato diverso rispetto ad oggi.
All’epoca, non si conoscevano bene gli effetti devastanti, e quindi in un certo senso, quei tossicodipendenti potevano in qualche modo essere biasimati, ma oggi, nel 2015, che cosa spinge una persona a cercare la felicità da un buco nelle vene?
Purtroppo difficile è comprendere tutti i meccanismi che scattano nelle menti.
Non parlarne fa ingenerare in tutti l’idea che il problema non esista, sia risolto, non sia più attuale, ma purtroppo, come documentano queste immagini, il problema a Favara è più reale che mai.
Nei giorni scorsi, in redazione ci hanno segnalato la presenza di molte siringhe infette e di fazzoletti imbevuti di sangue, in una via del centro storico di Favara.
Siamo in via Bersagliere D’Anna, meglio conosciuta in città come “vaneddri pisciati”, a ridosso della Chiesa Madre.
A porre il problema all’attezione pubblica sono i residenti della zona, che hanno chiesto la presenza della nostra emittente.
“Da bambini –ci dicono– la stradina era un bel posto, sicuro, dove giocare, adesso non possiamo far scendere i nostri figli in strada perché non si sa’ quello che possono trovare”.
“Adesso anche le siringhe per la stretta viuzza del centro storico, sono un nuovo pericolo che si aggiunge a quelli già esistenti”.
Un centro storico a due facce quindi quello di Favara, la prima è quella di cui andare fieri, ovvero, quella del vecchio nucleo abitativo che grazie alle iniziative imprenditoriali è diventato il fulcro della movida agrigentina che però è circoscritto alla sola piazza Cavour e al cortile Bentivegna, meglio conosciuto come “sette cortili”.
Poi invece c’è “l’altro” centro storico, quello del degrado e dell’abbandono, dove i pochi abitanti rimasti, devono fare i conti con innumerevoli problemi. Un mondo che probabilmente è meglio tenere nascosto agli occhi dei visitatori che in Favara invece vedono un polo di eccellenza nella riqualificazione dei centri storici.
In Via Bersagliere D’Anna, sono ancora visibili i segni del piano straordinario di demolizioni degli immobili giudicati pericolosi e che in città si eseguirono dopo la tragedia del 23 gennaio 2010 in via del Carmine dove, nel crollo della loro abitazione, morirono le sorelle Marianna e Chiara Pia Bellavia.
In quella tragica circostanza, si additò all’indifferenza quale principale causa del degrado a cui sono soggetti i vecchi nuclei urbani, indifferenza che a distanza di oltre 5 anni, continua a macchiare una città che invece ha voglia di riscatto.
In via Bersagliere D’Anna, i tossicodipendenti, trovano un habitat ideale. La stradina infatti , non solo gli offre dei ripari nei sottoscala delle vetuste case, ma nelle ore serali, li nasconde anche alla vista dei pochissimi residenti grazie alla carenza di illuminazione. Nella via, da diversi anni c’è un lampione pubblico rotto che non è mai stato sostituito.
Ed oltre alla presenza di siringhe, gli abitanti segnalano anche problemi di carattere igienico – sanitario.
Con sporcizia, rifiuti, grossi ratti e addirittura serpenti che sono stati più volte avvistati. Gli abitanti, più di un mese fa’, avrebbero chiesto al Comune di Favara e all’ASP la disinfestazione e la derattizzazione della zona.
Richiesta che secondo quanto riferitoci, non è stata ancora accolta dagli organi competenti e a cui i cittadini si rivolgono nuovamente tramite Sicilia TV per chiedere un intervento urgente.
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