Una legge dello Stato gli riconosce il diritto al lavoro ma l’Ente territoriale, espressione anch’essa dello Stato, non applica la norma.
Questa è la paradossale vicenda che vede protagonista il sig. Carmelo Di Lio, persona non vedente, residente a Bivona.
Di Lio è socio dell’Unione Ciechi d’Europa di Agrigento, istituzione che dal 2010 chiede al Comune del centro montano agrigentino di assumere con la qualifica di centralinista il suo associato.
Il collocamento al lavoro dei centralinisti non vedenti è un diritto sancito anche dalla Legge N°113 del 1985 che “obbliga le pubbliche amministrazioni ad assumere persone disabili a condizione che gli stessi siano in possesso della qualifica di centralinista non vedente ed iscritti in apposite graduatorie provinciali”.
Requisiti questi che già dal 2007 sono in possesso di Carmelo Di Lio.
La norma, che si fonda sul principio dell’integrazione sociale, impone l’assunzione dei centralinisti non vedenti anche in condizioni di esubero di organico del personale in servizio presso l’amministrazione pubblica.
La legge, comunque, esclude dall’obbligo dell’assunzione quegli enti che sono dotati di sofisticati centralini automatici che non necessitano di operatori.
Insomma da 5 anni la sezione agrigentina dell’Unione Ciechi d’Europa, presieduta da Lillo Cinquemani, chiede al sindaco di Bivona, l’on. Giovanni Panepinto, di assumere il centralinista non vedente, ma dal Municipio pare non essere arrivata nessuna risposta concreta.
Secondo quanto si legge in una nota inviataci dal Sig. Di Lio, grazie alla pressante azione mediatrice dell’Unione Ciechi d’Europa, il primo cittadino bivonese nel settembre del 2013 avrebbe promesso l’assunzione.
Sempre secondo quanto dichiarato da Di Lio il suo problema fu anche oggetto di un’interrogazione avanzata dal consigliere comunale Maurizio Costa.
“Il sig. sindaco– scrive Carmelo Di Lio – precisò per iscritto che il Comune è dotato di un centralino automatico e che, pur riconoscendo l’obbligo di assunzione, non poteva darvi seguito”.
Sul sistema di smistamento delle chiamate telefoniche al Comune di Bivona è lo stesso Di Lio a smentire le affermazioni del sindaco.
“Dal 5 maggio al 5 luglio 2014 – scrive Carmelo Di Lio – presi parte al progetto “Fuori dal giro” che era rivolto ai disabili. In quella occasione – continua la nota – ebbi l’opportunità di lavorare per due mesi nel mio Comune come centralinista. Notai – scrive ancora Di Lio – che il centralino telefonico è perfettamente funzionante; non c’è un centralino automatico e l’amministrazione comunale impiega per tale servizio personale non abilitato”.
Le dichiarazioni di Di Lio sono avallate dal Presidente dell’Unione Ciechi d’Europa di Agrigento che, in merito, ha chiesto più volte l’intervento dell’ufficio territoriale del lavoro di Agrigento affinché si avviino le dovute procedure ispettive. Istanze, ultima delle quali inoltrata lo scorso 6 maggio, a cui il presidente Cinquemani fino a ieri, giorno nel quale abbiamo realizzato l’intervista , non aveva ricevuto risposte. Da indiscrezioni sappiamo però che stamattina personale si è recato sul posto.
L’Unione Ciechi d’Europa di Agrigento, che in 5 anni ha chiesto e ottenuto l’assunzione di 38 centralinisti non vedenti nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Agrigento, si dice rammaricata di come, sino ad oggi, il Comune di Bivona sia stato l’unico Ente a non garantire il diritto al lavoro di queste persone e invita il sindaco Panepinto a rispettare la norma e formalizzare l’assunzione.
Per la cronaca, una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, la N° 9215 dello scorso 7 maggio, ha condannato il Ministero dell’Istruzione che si era opposto all’assunzione di un centralinista non vedente in un Liceo di Palermo.
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