A quattro giorni dalla conclusione dell’edizione 2013 della fiera d’Ottobre a Favara, interviene il rappresentante R.S.U. del sindacato SILPOL, il Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale, Fabio Cucchiara.Nella nota Cucchiara esprime soddisfazione per la riuscita dell’evento grazie al proficuo e professionale lavoro svolto dal personale del corpo di Polizia Municipale di Favara, diretto dal Commissario Capo Gaetano Raia.
“Un lavoro egregio –dice Cucchiara– quello svolto dagli agenti del corpo di polizia locale che è partito con l’organizzazione in ufficio dell’evento.
“Gli agenti –spiega – hanno innanzitutto assegnato i posteggi tenendo conto della graduatoria, dei mezzi obbligati e delle licenze di somministrazione, effettuando anche compiti che non erano di propria competenza come ad esempio segnare i posti a terra rispettando la planimetria approvata dalla giunta municipale.
Inoltre si sono occupati anche del rilascio delle licenze temporanee di pubblica sicurezza riguardanti gli spettacoli viaggianti, nonché la loro collocazione nel Piazzale Giochi Olimpici, il tutto nel rispetto delle normative vigenti.
Tutto questo –continua il rappresentate del sindacato SILPOL di Favara Fabio Cucchiara– è stato realizzato lavorando nel solo orario ordinario.
Le ore in più effettuate durante il periodo della fiera dal solo ufficio di Polizia Commerciale, coordinato dall’Isp. Capo Claudio Ruggiero, non verranno pagate come lavoro straordinario ma come riposo compensativo”.
Secondo quanto scritto nella nota a firma di Cucchiara, si evince come mesi addietro il comandate Raia aveva presentato all’amministrazione comunale il “progetto fiera”, un piano che permetteva al personale di espletare oltre al normale turno di lavoro, anche quello straordinario e garantire maggiore sicurezza, evitare disagi alla viabilità e prevenire l’abusivismo commerciale. Progetto che purtroppo non è stato autorizzato dall’amministrazione. Quindi merito –aggiungiamo noi– va dato all’ufficio di polizia commerciale che, con spirito di servizio, ha voluto assicurare, nonostante sapessero di non avere nessun tipo di retribuzione, la propria attività a servizio dei cittadini.
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