Laboratori di analisi sul piede di guerra in Sicilia, da oggi e fino al prossimo 30 Aprile, buona parte dei presidi sanitari convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale rimarranno chiusi al pubblico per protestare contro i tagli previsti dal Governo della Regione che nei prossimi tre anni equivalgono a circa 140 milioni di euro. Ai laboratori la Regione vorrebbe ridurre della metà anche i rimborsi per le prestazioni effettuate. In virtù di tale provvedimento, il Governo chiede ai titolari delle strutture sanitarie convenzionate di restituire alla Regione le somme non dovute incassate negli anni. Circostanza quest’ultima commentata in una nota dal Commissario delegato dell’Ordine dei Biologi di Agrigento Diego Virgone: “La minaccia del recupero crediti – scrive – sembra sinceramente proiezione di un evidente disinteresse nei confronti delle strutture d’analisi che – continua il Dott. Virgone – forniscono un servizio improntato a rigidi criteri di competenza e serietà”. Nella manovra finanziaria che attende l’approvazione dell’Assemblea Regionale Sanitaria, anche i tariffari dei laboratori dovrebbero essere ritoccati. Nella sola Provincia di Agrigento sono circa 3000 i pazienti che ogni giorno si recano nelle strutture private per ottenere una prestazione sanitaria. Intanto l’Assessore Regionale alla Salute, Lucia Borsellino, per lunedì prossimo ha convocato le organizzazioni sindacali di categoria per cercare una soluzione al problema.
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