La vertenza idrica a Favara è stata affrontata nel corso di un Consiglio Comunale Aperto svoltosi eccezionalmente, nella Sala del Collare del Castello Chiaramonte.Non poteva essere di certo una seduta consiliare risolutiva quella di ieri sera ma dal Palazzo Medioevale sono stati affrontati diversi argomenti soprattutto legati ai rapporti tra l’Ente Comune, L’Ato Idrico e la società Girgenti Acque, gestore quest’ultima del servizio idrico integrato.
La seduta aperta era stata fortemente voluta dai capigruppo al Consiglio a seguito della delicata vicenda relativa ai distacchi delle utenze effettuati da Girgenti Acque avverso i cittadini non in regola con i pagamenti delle bollette.
Al Castello, non c’è stato il pienone di gente prospettato, assenti i vertici dell’Ato Idrico ed i responsabili della stessa Girgenti Acque.
Unico parlamentare in carica presente l’on. Giovanni Panepinto. Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Armando Giglia il 27enne deceduto giovedì scorso in un incidente stradale. Nella scaletta degli interventi, preparata dal Presidente Leonardo Pitruzzella, la prima a parlare dei disagi e della carenza del servizio è stata la Signora Maria Nona. Quest’ultima da diversi anni è stata sempre in prima fila nelle iniziative promosse per rivendicare il diritto dei cittadini ad avere un servizio efficace e congruo al tributo versato. Toccante è stata la testimonianza di Salvatore Abbate, il cittadino favarese che per varie vicissitudini, nonostante la volontà di voler pagare la bolletta, non si trova nella possibilità economica di farlo.
Il sig. Abbate si è appellato più volte alla classe politica presente affinché gli stessi si occupino realmente della vicenda tutelando le classi sociali deboli e colpendo invece chi pur essendo in una situazione economica favorevole evade il tributo. Quest’ultima richiesta, ha riscontrato il consenso unanime dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale. Al dibattito hanno partecipato anche il Comitato Beni Comuni, il Forum Provinciale Acqua Pubblica, Generazione Futuro, l’Associazione Prometeo, Adiconsum e la UIL. Dal Podio anche ex amministratori e consiglieri comunali che hanno illustrato l’excursus, politico e burocratico dalla formazione degli ATO ai giorni nostri. Si sono registrati in ordine gli interventi dei Consiglieri Comunali: Giuseppe Grova, Giuseppe Milioti, Antonio Palumbo, Giovanni Bennardo, Antonio Fallea e Salvatore Lupo. A chiudere la seduta è stato il Sindaco, Rosario Manganella che interrogato sulla necessità di elargire un contributo in favore delle persone bisognose, previsto nella passata legislatura, ed in virtù delle ristrettezze economiche dell’Ente, ha proposto in consiglio di devolvere in un apposito fondo le spettanze di un mese di retribuzione di Giunta e Consiglieri. Nonostante le polemiche sorte nelle settimane scorse in Città sull’esigenza o meno di svolgere la seduta aperta, l’occasione è senz’altro stata esempio di democrazia. Adesso l’impegno assunto dall’Amministrazione Comunale nella tutela delle famiglie oneste che sono però impossibilitate a pagare le salate bollette, deve trovare reale riscontro.
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