Ritorna l’incubo spazzatura. Si corre seriamente il rischio di assistere ad un nuovo sciopero degli operai dei 19 comuni dell’ATO GESA Ag2. Protesta che potrebbe ritornare dopo quella svoltosi nel periodo pasquale. Il motivo è sempre lo stesso: il mancato pagamento degli stipendi. I lavoratori vanterebbero già 3 mesi quello di Marzo, Aprile e Maggio. A metà luglio maturerà anche la mensilità di Giugno. Una situazione insostenibile per i lavoratori, costretti ad operare per portare a casa un pezzo di pane, ma che purtroppo già da mesi non arriva. Dal canto suo l’ATO GESA AG2, che dovrebbe versare i soldi all’associazione temporanea di imprese, che a sua volta paga gli stipendi agli operai, vanta crediti dai Comuni, quest’ultimi morosi perché –dicono– i cittadini non pagano. Il liquidatore di Gesa Teresa Restivo ha già sollecitato i comuni debitori a versare i pagamenti dovuti.Sulla questione interviene anche la FIT CISL che chiede l’intervento della Prefettura di Agrigento. “Il prossimo 15 luglio – si legge in una nota congiunta di Mario Stagno e Nino Stella – i lavoratori matureranno addirittura quattro mensilità arretrate e, ad oggi, – continuano – non vi sono prospettive concrete per superare questo momento di stallo. Non possiamo far altro – scrivono ancora Stagno e Stella – che appellarci ancora una volta al Prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino, affinchè proceda d’urgenza a convocare le parti attorno ad un tavolo per sbloccare la situazione”.
È un film già visto quello che vede attori, lavoratori, aziende e ATO e spettatori inermi i cittadini, che comprendendo i disagi dei lavoratori, sono costretti a vedere sempre le solite immagini. La speranza è quella di una tempestiva risoluzione del problema. Uno sciopero degli operatori ecologici infatti, viste le alte temperature, potrebbe trasformarsi in una grave emergenza sanitaria.
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