L’Aula del Senato ha respinto l’emendamento della commissione Bilancio del governo nazionale che prevede la liquidazione della societá Ponte Stretto di Messina. L’emendamento alla Finanziaria aveva il parere favorevole del relatore di maggioranza Natale Ripamonti, mentre il governo si era rimesso all’Aula. L’Italia dei Valori ha votato contro l’emendamento assieme alla Casa delle Libertá.
E subito dopo la bocciatura del Senato arrivano i primi commenti. Il Presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, dice: “Il sogno del Ponte resta vivo, speriamo adesso che al più presto il governo Prodi possa cadere per andare alle urne ed eleggere un esecutivo che sia in grado di dare nuove certezze al Paese e, con esso, anche alla Sicilia”. “Devo dare atto – sostiene Cuffaro – alla coerenza e al senso di responsabilitá dimostrata dal ministro Di Pietro e dai senatori del suo partito che, con il loro voto, oltre ad avere scongiurato uno spreco di risorse pubbliche, tengono viva la speranza di realizzare un’opera che, per la nostra Isola, rappresenta una irrinunciabile occasione di sviluppo.
Sulla stessa scia di pensiero, ovviamente il senatore di Italiani nel mondo, Sergio de Gregorio, secondo il quale lo sciagurato colpo di mano, col quale il Governo era sul punto di assestare un terribile fendente alla credibilitá internazionale del nostro Paese, avrebbe allontanando gli operatori economici internazionali, intenzionati ad investire in Italia”. “Sarebbe stato un danno di immagine incalcolabile, continua De Gregorio, soprattutto nei confronti di quanti hanno intenzione di credere nelle capacitá di sviluppo e di crescita italiane.
Il provvedimento che l’Esecutivo aveva in mente di far approvare avrebbe eliminando di fatto ogni residua possibilitá, per l’Italia, di raccogliere capitali stranieri da investire nel proprio territorio”.
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