Dovrá essere nuovamente convocato nei prossimi giorni dal presidente Nobile il consiglio comunale di Favara, la seduta ieri sera è caduta per mancanza del numero legale nel corso della trattazione del punto relativo Conto Consuntivo 2004. Era stato il commissario a diffidare il presidente a convocare il consiglio per la trattazione ed esitazione del punto entro il 24 novembre, termine che rimane valido anche per una ulteriore convocazione. Anche ieri sera dopo una lunga seduta dove si sono alternati svariati interventi si è registrato un nulla di fatto, la pubblica assise di Favara è caduta per mancanza del numero legale. La questione rimane ancora nelle mani del consiglio comunale quindi che è chiamato ad esitare il Rendiconto della gestione del comune di Favara relativo all’esercizio 2004. Ricordiamo che se trascorrerá vanamente il termine fissato dal commissario sará proprio questo a dover approvare l’atto. Il consiglio riunitosi in sessione ordinaria lunedì scorso 14 novembre per ben due volte non ha avuto i numeri per potere proseguire i lavori. Ieri sera infatti dopo una lunga discussione e svariati interventi da parte dei consiglieri prevalentemente del centro destra, ecco venir meno i lavori per la mancanza del numero legale.
Dopo gli espletamenti di rito le attivitá nell’aula Falcone–Bosellino hanno preso il via con la lettura da parte del consigliere Vita dell’UDC della relazione redatta della commissione consiliare Bilancio e Finanze, nella quale venivano evidenziate le lacune della relazione della giunta coincidente con quelle di tipo gestionale, parere positivo sul dato contabile ma negativo su quello politico, in quanto le voci del rendiconto non sono state motivate e giustificate in modo soddisfacente. Quest’ultima critica ha quasi in maniera univoca caratterizzato gli interventi che si sono avvicendati. Il vice sindaco Vitello ha riproposto la relazione letta nella seduta precedente . Intervento illuminante ed esaustivo quello della Dottoressa Pirrera, presidente dei collegio dei revisori, il quale organo ricordiamo ha dato parere positivo al rendiconto di gestione dal punto di vista contabile. I revisori hanno chiesto all’amministrazione una integrazione della relazione presentata, a questa non risultavano allegate quelle dei funzionari, solo alcuni hanno provveduto ad accertare i residui, attivi e passivi, per la cronaca 3su 12, e poi ancora il non rispetto del patto di stabilitá da parte dell’amministrazione, questo comporta blocco delle assunzioni e non possibilitá di contrarre mutui. Evidenziato inoltre un livello di guardia anche se non si può parlare di dissesto economico, l’organo dei revisori ha anche consigliato di fare una ricognizione dei debiti fuori bilancio e poi ancora di attivare una procedura dei crediti vantati. A seguire l’intervento del sindaco che ha evidenziato le difficoltá della gestione, un patto di stabilitá non rispettato in quanto si sono dovuti pagare un gran numero di debiti fuori bilancio. Critici gli interventi, dei consiglieri– Montalto di AN che ha chiesto all’amministrazione di riflettere su se stessa, che questa non è in grado di relazionare sui freddi numeri e di essere bocciata dagli atti. Signorino dell’UDC ha chiesto del perché si doveva approvare il consuntivo, non vedendo nessun progetto realizzato. A perorare la causa dell’amministrazione l’intervento del Diessino Sferrazza, che ha sottolineato come i toni su quella discussione fossero sommesi, ha dato una lettura progettuale dei numeri contabili, dal piano di riqualificazione al risamento complessivo. Il forzista Valenti ha parlato del fallimento in atto del centro sinistra, la superficialitá ha detto Valenti caratterizza questa amministrazione prova ne sono gli atti, ha concluso dicendo” andate casa per dare slancio a questo paese” . Licata dell’MPA, ha posto l’accento sulla situazione finanziaria del comune anche alla luce della relazione del presidente dei revisori. Critico anche l’intervento dell’esponente del Nuovo PSI Costanza, che ha tacciato il sindaco di chiusura nei confronti dei partiti politici che in più occasioni aveva detto di volere coinvolgere. A chiedere la verifica del numero legale il diessino Caramazza, nove i consiglieri presenti su trenta, la seduta quindi è venuta meno.
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