Si sono dimessi dalla carica di consiglieri comunali di Favara Mariella Vella (NcD ex PDL), Erica Matina (indipendente ex PID), Paolo Dalli Cardillo e Tania Sgarito (Socialisti riformisti ex FLI) e, alla fine della seduta, Giuseppe Grova (Udc ex Favara Futura).
L’annuncio pochi minuti fa durante la riunione del consiglio comunale con argomento il piano di riequilibrio finanziario proposto dall’Amministrazione Comunale.
Vella, Matina, Dalli Cardillo e Sgarito, rassegnate le dimissioni, intorno alle ore 20.00, subito dopo la ripresa dei lavori interrotti di un’ora per mancanza di numero legale, hanno abbandonato l’aula con l’applauso dei presenti.
Antonio Palumbo della Rifondazione Comunista: “Disposto anche al dissesto ma non mi dimetto. Non voglio lasciare il paese da solo in mano al sindaco. E poi siamo chiamati a decidere senza avere gli strumenti per decidere: non abbiamo visto il bilancio di previsione, che non quadrerebbe.”
Palumbo propone di approvare il piano di riequilibrio e poi sfiduciare il sindaco.
Michele Lombardo chiede le dimissioni del sindaco.
Per Giuseppe Grova la colpa dell’attuale situazione è da addebitare a tutti (da 30 anni a questa parte), cittadini compresi.
Per Carmelo Vassallo Todaro invece è tutta colpa del sindaco. Il primo cittadino gioca con i sentimenti delle persone. Non può dire che se si approva il piano di riequilibrio, gli asili nido riaprono. Sarebbe meglio per Vassallo sfiduciare il sindaco Manganella e chiudere qui questa legislatura.
A prendere parola anche l’assessore comunale Sara Chianetta. “La colpa –dice– non può mai essere solo di questo sindaco”.
Il consigliere comunale Giuseppe Milioti (ex assessore nella giunta Manganella) annuncia che voterá il piano di riequilibrio proposto dall’amministrazione comunale e se entro 30 giorni il sindaco Manganella non dirá come vuole agire per questo piano, voterá la mozione di sfiducia.
Il consigliere Giovanni Bennardo al collega Milioti:” 30 giorni? Come se non lo conoscessi bene. Ci sei stato vicino. Chi sbaglia e si difende non è degno di fiducia. Se Manganella avesse coraggio e onestá e fosse degno di fiducia dovrebbe senza dire nulla…alzarsi e dimettersi da solo. Come anticipato da Vassallo Todaro, dopo il voto penserò alla mozione. Se Manganella si dimettesse, dimostrerebbe di essere onesto. Ma ho i miei dubbi. Manganella non può prendere in giro la gente, non ci sono i soldi” –dice, rifacendosi all’intervista rilasciata ai nostri microfoni qualche giorno fa. “Lo sfido a dimostrare come potrá tenere aperti gli asili nido in questi 10 anni”.
Per il consigliere Salvatore Lupo non ci sono tracce stasera di cosa si intenda fare con questo piano di riequilibrio. Non sa cosa votare. Non è d’accordo sul dissesto per garantire i lavoratori. A ogni modo voterá sì.
Il consigliere Grova è ritornato a parlare. “Dopo la votazione del piano, mi dimetterò”.
Prima di passare alla votazione è intervenuto anche il sindaco.
Il consiglio comunale si è concluso intorno alle ore 21.40 con la votazione del punto: 18 sì, 6 no, 6 assenti.
Votata anche l’immediata esecutivitá del punto: 21 sì, 3 no e 6 assenti.
I primi non eletti nei rispettivi partiti e/o liste:
Popolo della Libertá: Gaetano Airò.
Popolari Italia Domani: Gaetano Agliata
FLI: Gerlando Nobile e Carmelo Vitello.
Favara Futura: Calogero Cinquemani
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