SICILIA TV NOTIZIARIO
Edizione del 19-09-2019
Direttore Responsabile: Calogero Sorce

Da poco insediatosi, quali sono le priorità più importanti a cui il Governo Conte bis deve far fronte secondo l’opinione degli italiani? Il sondaggio dell’istituto Demòpolis.

Quella del lavoro è la prima sfida del nuovo Governo Conte, da poco insediato con i colori del giallo e del rosso. Così almeno dovrebbe essere secondo il parere di oltre l’80% degli italiani.

Lo dice il sondaggio realizzato dall’istituto Demòpolis sulle priorità degli italiani per il Governo del Paese. Dai dati emerge che per l’opinione pubblica le politiche per l’occupazione e il lavoro restano la priorità assoluta. Nell’agenda dei cittadini centrali appaiono anche la riduzione della pressione fiscale, la sicurezza e l’efficienza della sanità, seguite dai temi dello snellimento della burocrazia e dei tempi della giustizia e della gestione dell’immigrazione.

Il podio delle priorità secondo gli italiani cambia però in base all’orientamento di voto dell’elettorato. Per i leghisti le più importanti sono, in ordine: il controllo dell’immigrazione, il fisco e la sicurezza urbana. Gli elettori del M5S danno priorità ai temi del lavoro, dell’efficienza della sanità pubblica, del contrasto alla corruzione e al taglio dei costi della politica. Anche l’elettorato del Partito Democratico mette al primo posto le politiche per l’occupazione; importanti per gli elettori del PD anche gli investimenti nella scuola e la sanità.

“Determinante per il giudizio dell’opinione pubblica – spiega il direttore di Demòpolis, Pietro Vento – sarà la futura manovra economica. Secondo gli italiani dovrebbero essere quattro le prime scelte del Conte bis: oltre il 90% chiede il blocco del tanto temuto aumento dell’Iva; l’80% condivide la proposta di ridurre il cuneo fiscale sul costo del lavoro, incrementando le buste paga dei lavoratori; circa i due terzi auspicano serie misure di sostegno alle famiglie e infine gli investimenti nella scuola e nell’innovazione”.


Operazione antimafia “Exitus” della Squadra Mobile di Caltanissetta. Tra gli arrestati c’è anche un licatese.

C’è anche un licatese tra i quattro soggetti finiti in carcere su disposizione del Gip del tribunale di Caltanissetta. Si tratta di Giuseppe Incorvaia, 73 anni, imprenditore in pensione, coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Exitus”.

A notificare le ordinanze emesse dal Gip, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata la Squadra Mobile di Caltanissetta. Oltre a Incorvaia, in carcere sono finiti Grazio Ferrara, 39 anni, avvocato del foro di Gela; Benedetto Rinzivillo, inteso “Peppe u curtu”, 55 anni, imprenditore gelese attivo nel commercio della carne, ed Emanuele Zuppardo, 62 anni, domiciliato a Parma, già sottoposto alla libertà vigilata. Tutti sono accusati di associazione mafiosa, aggravata dall’essere armata per avere fatto parte del clan Rinzivillo.

L’attività investigativa, che si è conclusa con gli arresti di oggi – ricostruisce la Questura di Caltanissetta -, costituisce una costola dell’operazione “Extra fines” che portò all’arresto, nel 2017, di 37 affiliati al clan Rinzivillo” di Gela. Operazione che, sempre secondo la Questura nissena, fece luce sull’ascesa del boss Salvatore Rinzivillo nella famiglia di Cosa Nostra gelese.

Per gli investigatori il licatese Giuseppe Incorvaia, imprenditore di cosmetici e profumi, era a disposizione del capo clan, favorendo il boss gelese in attività economiche funzionali all’investimento e riciclaggio, avvalendosi della figura dell’avvocato Ferrara.

Ferrara sarebbe diventato il punto di riferimento del boss soprattutto dopo  l’arresto in carcere di quest’ultimo. Approfittando del suo status di insospettabile legale, Salvatore Rinzivillo gli affidava il compito di portare i suoi ordini ai gregari liberi sul territorio. Dalle indagini è emerso infatti che l’avvocato faceva pervenire al capo clan i messaggi dai sodali liberi mostrandogli i fogli manoscritti durante i colloqui in carcere: una modalità ingegnosa con la quale l’avvocato gelese pensava di eludere eventuali intercettazioni ambientali a suo carico.


È stato aperto un fascicolo d’inchiesta in merito al crollo di calcinacci avvenuto ieri da un palazzo di piazza Cavour, ad Agrigento. In via precauzionale, sono state fatte sgomberare le famiglie che occupano i condomini attigui.

Non solo durante la notte. I calcinacci del palazzo di piazza Cavour, ad Agrigento, crollati ieri durante le ore notturne, hanno continuato a venire giù anche nelle ore successive. Sempre durante la giornata passata, il sostituto procuratore Antonella Pandolfi, della Procura di Agrigento, avrebbe aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di disastro colposo.

Il bilancio è di mezza piazza interdetta, attività e studi professionali del posto con saracinesche chiuse, mezza carreggiata del trafficato viale della Vittoria transennato proprio all’altezza di piazza Cavour e lo sgombero, in via precauzionale, delle unità abitative dei condomini attigui al palazzo che ha visto calcinacci e impalcatura del ponteggio venire giù.

Ieri è stato convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dal prefetto al fine di valutare congiuntamente le misure da adottare per la messa in sicurezza dell’area. Dalle stanze del municipio fanno sapere che, oltre allo sgombero delle famiglie, è stato disposto anche il divieto di transito in via Vittorio Emanuele Orlando fino alla porzione di piazza Cavour interessata dal sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria. L’ordinanza ha stabilito inoltre di “onerare i proprietari dell’immobile interessato dal crollo della messa in sicurezza dell’edificio delle zone interessate, fatte salve le misure di competenza poste in essere dall’Autorità giudiziaria”.

Il crollo dei calcinacci e dell’impalcatura, ricordiamo, è avvenuto ieri intorno alle 4 di notte. Fortunatamente, complici le ore di buio durante le quali la zona è solitamente deserta, non si sono registrati danni a persone o mezzi. “Mi auguro che a breve si faccia chiarezza sulle cause del crollo – ha commentato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto -. Non doveva avvenire e solo per un caso non ci sono state conseguenze gravi”.


Sequestrate due discariche abusive ad Agrigento. Ancora un’operazione dei carabinieri contro il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

È stata denominata operazione “Strade pulite”. I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno sequestrato due discariche abusive del capoluogo, si tratta di un’area di 12 metri quadrati rinvenuta nei pressi del viale Sicilia e di un’area di 10 metri quadrati ricadente in via dei ragazzi del ’99.

In entrambe le aree sequestrate i militari dell’Arma hanno trovato rifiuti di ogni genere: urbani domestici e assimilabili, solventi e rifiuti pericolosi, rifiuti speciali, elettrodomestici e rifiuti non differenziati. Le aree sequestrate sono state affidate all’Ente proprietario, in attesa dei provvedimenti necessari allo smaltimento e al ripristino dei luoghi.

L’operazione rientra nell’ambito del piano di repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti disposto dal Comando Provinciale dei carabinieri. Attività che mira, a tutela della cittadinanza, alla risoluzione del problema in provincia. Meno di un anno fa, i carabinieri di Agrigento, grazie alle attività d’indagine svolte insieme ai colleghi del Centro Anticrimine Natura, avevano individuato circa 350 responsabili di episodi di abbandono di rifiuti, in gran parte privati cittadini, ma anche titolari di attività commerciali e ditte della provincia. Le telecamere installate in varie aree sensibili non lasciarono scampo ai responsabili. Tra i rifiuti furono rinvenuti anche quelli pericolosi per un totale di oltre 220 mila euro elevati in sanzioni amministrative.

Anche recentemente, a Licata, nel mese di agosto, i carabinieri della Compagnia sequestrarono una discarica abusiva di grandi dimensioni. Un’area di oltre 300 metri quadrati, che comprendeva anche un magazzino, ricoperta da una tonnellata di rifiuti speciali anche pericolosi.

E ancora lo scorso maggio, con l’operazione “Stop&Go” dei militari dell’Arma, furono colpiti alcuni fra i responsabili del fenomeno diffuso dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade della periferia di Agrigento. In particolare furono denunciate ventidue persone e sequestrati tredici veicoli privati e aziendali.

Dal Comando Provinciale di Agrigento fanno sapere che “la lotta senza sosta contro l’abbandono incontrollato di rifiuti non si ferma. L’occhio dei militari in giro per la città e quello delle numerose telecamere disseminate nei punti più disparati della città faranno il resto”.


Un 49enne è stato arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia a Bivona.

A seguito di diversi controlli, personale della Squadra Mobile – Sezione Antidroga- ha effettuato una perquisizione personale e domiciliare a carico dell’uomo, trovandolo in possesso di 100 grammi di hashish e un bilancino di precisione.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca, il 49enne è stato arrestato e posto ai domiciliari.


Sempre personale della Squadra Mobile – Sezione Antidroga-, insieme agli agenti del Commissariato di Canicattì, hanno trovato 2 kg di hashish, suddivisa in 8 panetti, all’interno di una scatola in cartone. La droga è stata sequestrata. Sull’episodio sono in corso le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento.


Differenziata ad Agrigento. Ad oggi –fanno sapere dal Comune- la raccolta in città supera il 70% e arrivano già i primi importanti risultati: dalla vendita di plastica, metalli, vetro, carta e cartone il Comune ha guadagnato oltre 1 milione di euro. A questo si dovranno aggiungere le premialità regionali.

Ad Agrigento la raccolta differenziata, ad oggi, supera il 70%. Sono dati annunciati dall’amministrazione comunale e che trovano conferma nell’importante importo complessivo che il Comune incasserà proprio dalla differenziata.

“Sono stati completati i primi conteggi sui corrispettivi da incassare –scrivono dal Comune di Agrigento- e sono state emesse le relative fatturazioni per il conferimento dei prodotti differenziati: plastica, metalli, vetro, carta e cartone. La Città di Agrigento incasserà, per la vendita di questi prodotti, l’importo complessivo di 1 milione, 40 mila 153 euro. Si tratta di un risultato straordinario –prosegue la nota- che produrrà benefici per l’utenza e che conferma che gli sforzi fatti per mantenere alta la percentuale di differenziata, che oggi ad Agrigento supera il 70 per cento, sono stati premiati”.

A esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto sono il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’Ecologia Nello Hamel.

Gli stessi inoltre informano che “la percentuale di differenziata registrata nell’anno 2019 realizza le condizioni per poter accedere alle premialità regionali con un ulteriore importo sicuramente superiore ai 500 mila euro. Le prospettive sono quindi –concludono- la possibilità di una ulteriore diminuzione delle tariffe e un consistente miglioramento dei servizi finanziato con parte delle somme sopravvenute”.


“Hanno diritto a parlare a nome e per conto del M5S i soli eletti del Movimento”. Chiarisce così il deputato regionale favarese del M5S Giovanni Di Caro la recente polemica sorta tra alcuni attivisti del meetup locale e i sette consiglieri comunali fuoriusciti dalla maggioranza della sindaca Anna Alba. Ricordiamo che questi consiglieri, insieme a 4 dell’opposizione del Gruppo Misto, hanno firmato la mozione di sfiducia nei confronti della sindaca, ritenendo che l’Amministrazione Alba in questi anni di governo non sia riuscita a mantenere le promesse elettorali fatte ai cittadini. Mozione che dovrà essere discussa, a breve, in consiglio comunale.

Sull’argomento c’è un’intervista al deputato Giovanni Di Caro.

Nel tg di oggi l’intervista.


Inaugurato nello scorso mese di luglio, da domani sarà operativo ad Agrigento, all’interno degli uffici della Procura, lo Sportello Antiviolenza “Diana”.

Lo sportello nasce per dare un forte contributo nel campo della prevenzione e assicurare ai soggetti che subiscono violenza un sostegno mirato a fargli recuperare la propria autonomia e dignità.

A volere fortemente l’istituzione di questo sportello la Procura di Agrigento che ha stretto un protocollo d’intesa con l’Associazione “Diritti Umani Contro Tutte Le Violenze” di Trapani e l’Associazione culturale di promozione sociale “LUCE ONLUS” di Agrigento.

Lo sportello “Diana” ha sede al V° piano del Palazzo di Giustizia, stanza 551, e sarà aperto ogni martedì e giovedì dalle ore 10.30 alle ore 12.30. Il numero di telefono è il seguente 0922.527225.


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