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Favara. I Precari del Comune e il piano di stabilizzazione, chi dentro e chi fuoriSTIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

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E, durante il consiglio comunale di Favara svoltosi ieri, c’era anche una folta rappresentanza dei lavoratori precari, i cosiddetti contrattisti, del Comune che in questi giorni stanno chiedendo la stabilizzazione. Il tema è stato affrontato, su sollecito dei consiglieri, in aula.

 

Il contratto dei lavoratori precari del Comune di Favara scadrà a fine mese. Piuttosto che di proroga, in questi giorni si sta facendo un gran parlare di stabilizzazione. Di recente anche una manifestazione con tanto di striscione davanti al Municipio di piazza Cavour.

Il tema è stato affrontato anche ieri, nel corso del consiglio comunale al quale, in una prima battuta, era presente anche una folta rappresentanza dei contrattisti. L’argomento è stato preso dai consiglieri e a intervenire e spiegare il processo di stabilizzazione che si vorrebbe, a quanto pare, intraprendere è stato anche il sindaco Anna Alba.

“È stato proposto alle parti sindacali un piano di stabilizzazione – ha detto il primo cittadino – dove vengono individuate le categorie e il numero di unità lavorative che nel rispetto delle norme di legge possono essere stabilizzate”.

Per martedì prossimo è stato fissato un incontro con le stesse parti sindacali che potranno fare delle controproposte per valutare se ci sono alternative possibili. La questione sta nel fatto che non tutti i precari (circa 250) potranno essere stabilizzati e avere finalmente pace sul loro futuro lavorativo. Qualcuno, quindi, verrebbe “tagliato fuori”. Il decreto ministeriale dell’aprile 2017, ha spiegato il sindaco Alba, impone che il numero massimo dei lavoratori a tempo indeterminato di cui il Comune di Favara può disporre è di 221 unità e dunque questa è la soglia che non si può superare come richieste di stabilizzazione.

Insomma, entro il 31 del mese di dicembre si dovrà arrivare a una determina che vada al vaglio della Regione e del Ministero. La domanda su chi verrà stabilizzato e chi no – e secondo quale criterio – però, sorge spontanea. L’intera vicenda, per forza di cose, mette in agitazione gli animi dei diretti interessati: i precari del Comune che da decenni e decenni vanno avanti con il loro lavoro a colpi di proroga.

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