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Inchiesta Girgenti Acque, i finanzieri sequestrano documentiSTIMA TEMPO DI LETTURA: 3 min

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Inchiesta su Girgenti Acque, i finanzieri del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento hanno sequestrato, su ordine della Procura, alcuni documenti riguardanti la società Girgenti Acque. Riguardano tutti i ricorsi amministrativi del gruppo Campione. Intanto ieri pomeriggio si è tenuta l’assemblea dei soci di Girgenti Acque. Il punto maggiormente discusso è stato la questione relativa all’interdittiva antimafia che di recente è stata notificata dalla Prefettura alla società.

Sono stati acquisiti atti e documenti al Tar di Catania, al Tar di Palermo e al Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo riguardanti la società Girgenti Acque. A disporlo la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio; a eseguirlo i militari del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Agrigento.

I finanzieri, al comando del tenente colonnello Giuseppe Dell’Anna, hanno acquisito tutti i ricorsi amministrativi che vedevano coinvolti Girgenti Acque e le società del Gruppo Campione. Secondo indiscrezioni, i finanzieri avrebbero sequestrato alcuni documenti emessi dall’ex presidente del Cga, Raffaele De Lipsis, coinvolto nell’inchiesta che vede indagate 81 persone, tra cui il presidente dimissionario di Girgenti Acque, Marco Campione, vertici della stessa società e anche l’ex Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. Questo fascicolo d’inchiesta è coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e ipotizza le accuse di associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali.

Gli atti sequestrati dai finanzieri, e che sono adesso al vaglio degli inquirenti, riguarderebbero alcuni provvedimenti emessi da De Lipsis in periodi precedenti la sua nomina a membro dell’organo di vigilanza di Girgenti Acque.

Intanto ieri pomeriggio l’assemblea dei soci di Girgenti Acque si è riunita, ma in definitiva si sarebbe concluso poco. Complice anche l’incertezza sugli effetti causati dall’interdittiva antimafia che nelle scorse settimane ha raggiunto la società, con conseguente commissariamento. Su questo tema si sarebbe concentrata gran parte della riunione.

Incertezza sul da farsi dunque, dovuta più che altro all’incertezza su cosa verrà.  L’assemblea dei soci, che ieri non avrebbe deliberato nulla, avrebbe chiesto spiegazioni alla Prefettura (da dove arriva la notifica dell’interdittiva antimafia) e Anac per capire quali siano i “paletti” e le condizioni entro le quali Girgenti Acque può continuare a gestire il servizio idrico integrato.

Da capire anche se, dopo le dimissioni dell’imprenditore Marco Campione, ci si può dirigere verso l’individuazione di un nuovo vertice o se ogni ruolo di “punta” verrebbe comunque sostituito dal commissario. Incarico che è stato affidato a Gervasio Venuti, ex commissario straordinario dell’Asp di Agrigento.

Intanto nei giorni scorsi l’Ati ha detto “sì” alla risoluzione del contratto con Girgenti Acque. I motivi riguardano gravi inadempienze contrattuali e l’interdittiva antimafia che ha colpito la società. Anche in questo caso, però, è ancora non chiaro cosa verrà con il “dopo Girgenti Acque”, se un nuovo gestore o una nuova forma di gestione.

C’è chi preme per una gestione pubblica dell’acqua e chi, anche tra le istituzioni, pensa che non si sia ancora pronti per questo passo. Ad ogni modo, prima di questo si dovrà giungere all’effettiva rescissione contrattuale con l’Ente che gestisce le reti idriche di 27 comuni agrigentini.

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