Abusivismo edilizio. Proposta Musumeci: “Aiuti ai Comuni, ma i sindaci inadempienti a casa”STIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

Servizio

Aiuti dalla Regione ai Comuni contro l’abusivismo edilizio, ma i sindaci inadempienti vanno a casa. Questo il disegno di legge approvato dalla giunta regionale targata Musumeci.

 

La giunta regionale ha approvato in questi giorni un disegno di legge contro l’abusivismo edilizio in Sicilia che prevede aiuti ai Comuni, ma anche la decadenza dei sindaci inadempienti.

Risultati immagini per nello musumeciIl ddl prevede che con ordinanza contingibile e urgente, al fine di garantire la pubblica incolumità, il sindaco disponga l’immediato sgombero e l’interdizione all’uso di tutti gli immobili realizzati abusivamente in aree a pericolosità elevata e molto elevata e nelle aree sottoposte a vincolo di edificabilità assoluta che possono rappresentare rischi per la sicurezza e l’incolumità pubblica.
La norma si applica anche a quegli immobili realizzati abusivamente per i quali è stata presentata istanza di sanatoria, non esitata alla data di entrata in vigore della legge.
La mancata adozione dell’ordinanza costituisce grave e persistente violazione di legge, tale da determinare la rimozione del sindaco inadempiente.

Un argomento, quello della demolizione degli immobili abusivi, che in Sicilia è a dir poco spinoso. La questione è riesplosa dopo la tragedia avvenuta a Casteldaccia, nel palermitano, lo scorso sabato sera.
A causa del forte maltempo, l’esondazione del fiume Milicia ha inondato un casolare dove erano riuniti due nuclei familiari: 9 i morti, tra i quali due bambini di 1 e 3 anni e un ragazzo di 15 anni. La villetta è risultata abusiva e pare che già alla fine del 2011 il Comune di Casteldaccia avrebbe potuto eseguire l’ordinanza di demolizione.

Per quanto riguarda il panorama siciliano, gli uffici della Regione il 5 giugno scorso avrebbero scritto ai sindaci dell’Isola affinché segnalassero la presenza delle case abusive in luoghi particolarmente vulnerabili e quindi a rischio. Su 390 primi cittadini avrebbero risposto soltanto una quarantina, coloro che non hanno risposto hanno avuto tempo 90 giorni e per i “recidivi” è giunto al Comune un ispettore del Dipartimento dell’ambiente per acquisire tutta la documentazione necessaria. La loro relazione, per come annunciato da Musumeci, dovrebbe arrivare non oltre il 6 dicembre prossimo, ultimo giorno utile.

Condividi articolo

Commenta articolo