Il deputato di Fratelli d’Italia Calogero “Lillo” Pisano si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta “Eventopoli”, depositando contestualmente un’articolata memoria difensiva. La Procura ha richiesto la custodia cautelare in carcere per Pisano, ipotizzando un’associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa legata allo storno di fondi pubblici regionali e comunali.Nei confronti di Pisano, il procuratore capo Giovanni Di Leo e il sostituto Elettra Consoli hanno avanzato la richiesta di custodia cautelare in carcere con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa. Un provvedimento che, se venisse accolto dal giudice, resterebbe comunque sospeso in attesa della necessaria autorizzazione a procedere della Camera dei deputati.
Al centro delle indagini, condotte da Carabinieri e Polizia Giudiziaria, vi sarebbe un ramificato “sistema illecito” che, secondo l’accusa, avrebbe drenato imponenti finanziamenti della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento. Denaro inizialmente stanziato per importanti cartelloni culturali e turistici (come “Destinazione Agrigento” e il “Mandorlo in Fiore”) che sarebbe stato invece intercettato tramite associazioni no-profit compiacenti guidate da soggetti vicini per militanza politica. I pm ipotizzano che i fondi pubblici venissero poi usati per fini personali e politici, tra cui tessere di partito.
Sotto accusa anche esponenti della pubblica amministrazione, già interrogati sabato scorso, i dirigenti Giuseppe Librizzi (Regione) e Antonino Insalaco (Comune di Agrigento), per i quali sono state chieste misure interdittive. L’inchiesta coinvolge in tutto dodici persone. Il reato associativo viene contestato, oltre a Pisano, a figure chiave come l’ex assessore Costantino Ciulla, l’ex amministratore del Distretto Turistico Fabrizio La Gaipa, l’ex dg del Teatro Pirandello Salvo Prestia, l’ex autista del deputato Tonino Migliaccio e Calogero Casucci (associazione Acamante).
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