La parola “fine” sulla vicenda giudiziaria durata anni e legata a un immobile abusivo a Comitini arriva direttamente dalla Corte di Cassazione. I giudici della Suprema Corte hanno infatti rigettato e dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali di una coppia di coniugi pensionati del posto (lui ottantenne e lei settantacinquenne), rendendo la condanna per abusivismo edilizio definitiva e irrevocabile.
I due anziani dovranno adesso provvedere, a proprie spese, alla demolizione di tutte le parti irregolari della struttura. Il caso era nato da un controllo del territorio dei Carabinieri della stazione di Comitini, che avevano scoperto manufatti realizzati in totale assenza di autorizzazioni urbanistiche, confermati poi da una prima decisione del Tribunale di Agrigento.
Nel tentativo di bloccare le ruspe, la difesa ha fatto leva sulle relazioni di un consulente tecnico, sostenendo che l’abbattimento coatto fosse impossibile per “causa di forza maggiore”. Secondo questa tesi, le strutture irregolari in cemento armato erano così integrate alla porzione di fabbricato regolare che una demolizione avrebbe compromesso l’integrità strutturale dell’intero immobile. Una linea difensiva che non ha però convinto la Cassazione: l’ordine di abbattimento resta valido e i coniugi dovranno ripristinare lo stato dei luoghi.
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