Due anni e quattro mesi di reclusione. È questa la condanna sollecitata dalla Procura di Agrigento nei confronti di un commerciante di 51 anni, finito sul banco degli imputati con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio. La vicenda giudiziaria affonda le radici nella denuncia presentata dall’ex coniuge dell’uomo, che ha trovato il coraggio di rivolgersi alla Polizia di Stato per mettere fine a un lungo calvario di soprusi.
I fatti al centro del processo si sono consumati in un arco temporale compreso tra il giugno 2024 e l’aprile 2025. Mesi durante i quali l’imputato avrebbe inflitto alla donna continue vessazioni, provocandole un grave e perenne stato d’ansia e sofferenza.
Secondo la ricostruzione dettagliata del pubblico ministero, l’escalation sarebbe iniziata all’inizio dell’estate del 2024 con un tentativo di aggressione fisica commesso persino davanti ai figli. Da quel momento in poi, la quotidianità della donna si sarebbe trasformata in un incubo: pedinamenti costanti per le vie della città, insulti sul posto di lavoro, e una raffica incessante di messaggi e videochiamate dal contenuto fortemente offensivo.
In un’occasione, l’uomo si sarebbe spinto oltre, intrufolandosi abusivamente nell’abitazione dell’ex moglie per rovistare tra i suoi cassetti. Di contro, la difesa del commerciante ha respinto fermamente le accuse sollevate dall’ufficio inquirente, avanzando formale richiesta di assoluzione per il proprio assistito. La parola passa adesso al Tribunale. Il prossimo 4 novembre, il giudice monocratico Nicoletta Sciarratta si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza.
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