C’è anche un episodio che riguarda Agrigento nelle carte dell’inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao nei confronti del quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto insieme a professionisti e imprenditori per un presunto giro di mazzette legate all’attività della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali che, fino all’agosto scorso, era guidata proprio da Armao.
Tra gli indagati, com’è ormai noto, c’è anche l’imprenditore agrigentino Sergio Vella, amministratore di fatto della Seap, azienda che si occupa di attività ambientali e rifiuti. Per lui gli inquirenti hanno chiesto gli arresti domiciliari. Il prossimo 12 ottobre comparirà davanti il gip Giuseppa Zampino per l’interrogatorio preventivo. Sarà poi il giudice a decidere se accogliere o meno la richiesta dei magistrati palermitani.
L’episodio contestato a Sergio Vella riguarda la realizzazione di un impianto per la selezione dei rifiuti e la produzione di biometano e compost da rifiuti organici della capacità di oltre 120 mila tonnellate l’anno da realizzare nella zona industriale di Agrigento, ma ricadente nel territorio di Aragona e vede indagati, oltre ad Armao e Vella, l’avvocato Pierluigi Matta. L’accusa è di corruzione per l’esercizio della funzione.
Armao – secondo l’accusa – avrebbe ricevuto soldi dall’imprenditore Vella, tramite l’avvocato Matta incaricato di curare l’intermediazione, per individuare i funzionari amministrativi da assegnare all’istruttoria relativa al rilascio da parte della Commissione tecnica specialistica del parere propedeutico all’emissione della valutazione di impatto ambientale richiesta dalla Seap al Dipartimento ambiente della Regione siciliana.
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