Il Comune di Favara scende in campo per tutelare le proprie casse e la propria reputazione di fronte al fenomeno dell’assenteismo. L’ente locale, rappresentato legalmente dal sindaco Antonio Palumbo e assistito dal legale Giovanni Crosta, ha formalizzato la propria costituzione di parte civile nell’ambito del procedimento penale scaturito dall’operazione denominata “Otium”.
L’inchiesta, che ha acceso i riflettori su numerosi e sistematici episodi di assenteismo tra il personale comunale, vede coinvolti complessivamente 31 dipendenti dell’ente.
La quantificazione economica richiesta dai legali del Comune ammonta a un totale di 108mila euro, suddivisa in due distinte voci di danno: Danno patrimoniale diretto (circa 15mila euro): una cifra calcolata al centesimo sulla base delle retribuzioni e degli stipendi versati dall’amministrazione; Danno d’immagine (93mila euro): la quota più consistente della pretesa risarcitoria, legata al grave discredito istituzionale e al pregiudizio reputazionale subiti dall’ente di fronte alla cittadinanza a causa della condotta dei cosiddetti “furbetti del cartellino”.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha contestato a vario titolo i reati di truffa aggravata e falso, avanzando per tutti gli indagati la richiesta di rinvio a giudizio. La parola passa adesso al Tribunale di Agrigento: spetterà infatti al giudice dell’udienza preliminare, Alberto Lippini, valutare la solidità degli elementi raccolti dall’accusa e decidere se disporre il processo per i 31 dipendenti coinvolti. La maxi attività investigativa, avviata nel 2020, è stata condotta dai carabinieri della Tenenza di Favara, con pedinamenti e intercettazioni.
I militari dell’Arma hanno documentato numerosi episodi tra l’estate del 2022 e il marzo dell’anno successivo. Gli indagati sono in forza a vari uffici amministrativi, custodi, assistenti, giardinieri, un geometra e un appartenente alla polizia municipale.
Tra i vari episodi contestati i dipendenti indagati si sarebbero scambiati il badge, altri avrebbero timbrato per coprire i colleghi assenti che, pur risultando in servizio, si sarebbero dedicati a faccende private. C’è chi sarebbe tornato a casa, altri sarebbero andati al mercato, in enoteca, in chiesa o a svolgere lavori edili. Secondo la Tenenza dei carabinieri, i casi accertati sarebbero centinaia. La vicenda è esplosa quando i militari hanno acquisito documenti direttamente negli uffici del Comune favarese.
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