Stamattina, giovedì 23 aprile, alle 9:30, si è svolto presso l’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano l’interrogatorio di garanzia del 16enne accusato dell’omicidio di Gabriele Vaccaro. Il giovane è in stato di fermo con l’accusa dell’omicidio di Gabriele 25enne favarese, colpito da un fendente al collo la notte di domenica 19 aprile nell’area Cattaneo di Pavia. L’indagato, di origini egiziane, avrebbe dichiarato agli inquirenti già nei giorni scorsi di aver sferrato il colpo dopo essere stato aggredito, insieme ai quattro ragazzi che erano con lui, da Vaccaro e dai due suoi amici.
I suoi difensori, gli avvocati Barbara Ricotti e Filippo Beolchini, hanno fornito una versione dei fatti alternativa rispetto a quella emersa inizialmente. In particolare, i legali hanno precisato che il loro assistito ha collaborato con le forze dell’ordine durante l’interrogatorio, rispondendo a tutte le domande poste dagli investigatori.
La ricostruzione degli avvocati sull’omicidio Vaccaro
Secondo la difesa, la colluttazione sarebbe nata da un episodio banale. Vaccaro e i suoi due amici avrebbero rifiutato di cedere una fetta di pizza, appena acquistata, ai cinque ragazzi. Da quel rifiuto sarebbe scaturita l’aggressione, nel corso della quale il 16enne avrebbe estratto l’arma. I legali non hanno fornito dettagli sull’oggetto utilizzato. «Non è ancora stata trovata», hanno dichiarato Ricotti e Beolchini, «e comunque riteniamo altamente probabile che si tratti di un coltello».
Gli avvocati hanno inoltre sollevato un quesito cruciale sul ritardo con cui è stato lanciato l’allarme. Quando Vaccaro è arrivato al Policlinico San Matteo di Pavia, era in corso l’emorragia che lo ha poi portato alla morte, nonostante un intervento chirurgico d’urgenza. «Perché non è stato chiamato subito il 118?», hanno domandato i difensori. «Quanto ha inciso sulla morte di questo povero ragazzo il ritardo con cui è stato lanciato l’allarme? Solo l’esito dell’autopsia potrà risponderci. Ad oggi, però, l’autopsia non è ancora stata fissata».
Il passato del 16enne accusato dell’omicidio Vaccaro
I legali hanno anche ricordato il vissuto del minorenne, a loro dire segnato da precedenti episodi di violenza subita. All’età di 13 anni, il ragazzo sarebbe stato aggredito e ferito da una baby gang nel centro di Pavia. Quell’episodio gli avrebbe causato ansie e paure, portandolo a perdere un intero anno scolastico. Nel novembre scorso, inoltre, sarebbe stato accoltellato al Crosione, finendo in ospedale. «La sua famiglia ha sempre cercato di aiutarlo», hanno aggiunto Ricotti e Beolchini, «iscrivendolo anche a una scuola privata».
Tutti gli elementi fin qui emersi rientrano nel quadro delle indagini e delle accuse a carico del minorenne. La posizione del 16enne rimane quella di indagato per omicidio. Sarà il procedimento penale a stabilire le responsabilità.
Diecimila persone alle fiaccolate di Favara e Pavia per Gabriele Vaccaro
Ieri sera, mercoledì 22 aprile, oltre diecimila persone hanno partecipato alle fiaccolate gemelle organizzate a Favara, città d’origine di Gabriele Vaccaro, e a Pavia, dove il 25enne si era recentemente trasferito per lavorare e dove ha perso la vita. I due cortei si sono svolti in silenzio. Le due città si sono così idealmente unite nel dolore per la perdita del giovane, stringendosi attorno alla sua famiglia.
Favara ha risposto con una partecipazione straordinaria alla tragedia che ha colpito uno dei suoi concittadini. La comunità favarese ha voluto rendere omaggio a Gabriele con un gesto corale e composto, testimoniando la vicinanza alla famiglia in un momento di profondo lutto. Anche Pavia ha scelto il silenzio e la luce delle fiaccole per ricordare il ragazzo che aveva scelto quella città per costruire il suo futuro.
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