Il pubblico ministero Maria Barbara Grazia Cifalinò ha disposto la citazione a giudizio e questa mattina è iniziata l’udienza predibattimentale davanti al giudice del tribunale di Agrigento Giuseppe Sciarrotta, nei confronti del sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino e di altre sette persone, nell’ambito di un’inchiesta sullo smaltimento di rifiuti e scarichi di acque reflue nel fiume “Platani” senza autorizzazioni.
Si tratta del titolare di un’impresa e 6 funzionari del Comune, ai quali si contestano irregolarità legate al funzionamento del depuratore di contrada “Alongi”. Sul banco degli imputati oltre al primo cittadino siedono Luigi Virone, 67 anni; Salvatore Chiarelli, 70 anni; Rosario Monachino, 66 anni; Filippo Curallo, 54 anni; Angelo Terrana, 61 anni; Salvatore Rotulo, 58 anni e Michele Cacciatore, 60 anni.
In particolare, al sindaco e ai responsabili del settore Igiene pubblica del Comune – Virone, Chiarelli, Monachino e Curallo – viene contestato di aver “aperto o comunque effettuato nuovi scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazioni”. Ai dipendenti Rizzo e Piro, addetti al depuratore, al coordinatore del personale Terrana, al responsabile dell’impianto Rotulo e al titolare della ditta che gestiva il depuratore Cacciatore, viene contestato di aver smaltito illecitamente i rifiuti “immettendoli tramite una condotta interrata nel vallone Alongi, nel fiume Platani”.
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