Il numero di detenuti positivi al Covid nelle carceri italiane ha registrato un triplicarsi in soli tre giorni, passando da 159 il 4 luglio a un attuale totale di 567. La situazione è particolarmente critica in Sicilia, con 140 casi positivi, di cui 41 a Siracusa e 33 a Noto, e in Campania, con 116 casi, di cui 73 a Santa Maria Capua Vetere. Anche il personale penitenziario ha visto un forte aumento dei contagi, passando da 305 a 586 agenti.
Il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo, sottolinea che l’allarme lanciato nelle scorse settimane non può essere sottovalutato. L’attenzione sulla prevenzione e il controllo è diminuita, evidenziata dalla mancanza di mascherine e prodotti igienizzanti nelle strutture carcerarie. Di Giacomo segnala inoltre il licenziamento di 1.000 operatori socio sanitari assunti durante la prima ondata di pandemia per garantire assistenza ai detenuti. Questa decisione, in concomitanza con i focolai di Covid, crea una situazione drammatica non solo per il virus ma anche per la diffusione di malattie infettive come l’HIV, l’epatite B e C, e la tubercolosi nei penitenziari.
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