Il termine metaverso è ormai già entrato nel linguaggio comune, almeno tra coloro che seguono con un certo interesse ciò che accade nel mondo dei social e della tecnologia. La dimensione virtuale paventata da Mark Zuckerberg negli scorsi mesi è infatti sempre più considerata da esperti e appassionati come il futuro di molte attività, che potranno essere svolte non soltanto in rete, come avviene già oggi, ma addirittura condividendo lo stesso ambiente con altri avatar. Un progetto molto simile a quello descritto dal fondatore di Facebook arriva dalla Sicilia e porta la firma di Arduino Leone, 46enne imprenditore visionario siracusano, che dopo la lunga esperienza come manager in Svezia ha deciso di rientrare in Italia e di fondare nella sua regione la D-Service.
Il sogno di un metaverso tutto italiano
L’idea di costruire un metaverso per le aziende porta il nome di Arduino Leone, imprenditore di origini siracusane che negli scorsi anni ha lavorato come manager in una multinazionale svedese, prima di licenziarsi e di rientrare in patria per realizzare i suoi progetti. A Palermo, Leone fonda l’azienda D-Service, che oggi vanta una sede anche a Roma e un’altra proprio in Svezia, e inizia a lavorare sulle nuove tecnologie, con particolare interesse per ciò che riguarda realtà virtuale e realtà aumentata.
Da questa costante attività di ricerca e sviluppo, nasce il progetto di un metaverso per aziende, ossia uno spazio ibrido in cui realtà fisica e digitale si incrociano, offrendo nuove opportunità di scambio e condivisione a coloro che ne fanno parte. Proprio come previsto da Zuckerberg con la sua dimensione parallela, il metaverso siciliano si basa sull’accesso tramite un avatar a un’ambientazione tridimensionale, all’interno della quale è possibile interagire con gli altri presenti proprio come se ci si trovasse nel mondo reale.
Realizzato con il contributo di numerose figure professionali, come 3D artist, sistemisti, architetti, ingegneri informatici ed esperti in cybersecurity, il nuovo metaverso offre la possibilità di svolgere diverse attività, tra cui quelle di scambio di documenti, videoconferenze, presentazioni aziendali e comunicazioni via chat, che com’è facile intuire semplificano e velocizzano i rapporti di collaborazione e cooperazione sia all’interno dell’organizzazione aziendale che tra questa e i soggetti esterni.
L’obiettivo è infatti quello di creare aggregazione e condivisione, così da migliorare i rapporti tra le aziende, ma anche di supportare le relazioni interne mediante un mini-metaverso personalizzato in cui è possibile ricreare gli uffici fisici e ospitare i propri dipendenti.
Confapiverso, la prima esperienza sul campo
La prima applicazione del progetto di Arduino Leone arriva grazie a Confapi Sicilia, confederazione di circa 300 piccole e medie aziende siciliane che ha voluto provare l’ebbrezza di entrare nel metaverso per semplificare il modo di fare rete tra gli associati. La sede virtuale di Confapi, che prende il nome di Confapiverso, punta molto non soltanto sull’aspetto prettamente pratico e funzionale ma anche sulla possibilità di valorizzare in un’ambientazione digitale la bellezza, ospitando monoliti artistici che rimandano ai temi dell’etica e della sostenibilità, cari alla confederazione.
Il metaverso diventa così non solo un luogo in cui lavorare insieme, condividere contenuti e relazionarsi tra soggetti appartenenti a organizzazioni diversi, ma anche un’opportunità per creare inclusione e agire per migliorare la società da un punto di vista sociale e ambientale, un obiettivo ambizioso che il digitale può aiutare a raggiungere.
Quali prospettive per il metaverso nel mondo
Il metaverso made in Sicilia rappresenta un’iniziativa di grande interesse per il nostro Paese, che può ambire a un ruolo proattivo in questa nuova rivoluzione sociale. La dimensione virtuale, infatti, sembra destinata a interessare molti più ambiti di quanto si possa immaginare, coinvolgendo non solo il mondo del lavoro ma anche commercio e intrattenimento.
Come previsto anche da Zuckerberg, all’interno del metaverso sarà infatti possibile in futuro approcciare in maniera differente i videogiochi, per esempio accedendo con il proprio avatar all’interno dei casino digitali e prendere parte ai vari tavoli di gioco oppure immergendosi con tutti i sensi negli scenari fantastici dei MOBA, così come entrare nei negozi online in versione 3D e vivere un’esperienza d’acquisto simile a quella reale.
Siamo solo nelle prime fasi di questo cambiamento ma tutto fa pensare che si tratterà di una trasformazione radicale delle nostre abitudini, un processo che vede la Sicilia in prima fila grazie all’intuizione di una mente innovatrice.
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