Il pubblico ministero Gloria Andreoli, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la pena dell’ergastolo per l’operaio cinquantacinquenne Gaetano Sciortino, di Cattolica Eraclea, accusato di avere massacrato e ucciso il marmista e suo compaesano Giuseppe Miceli, la notte fra il 7 e l’8 dicembre del 2015. La Corte di Assise del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara ha rinviato l’udienza al 17 dicembre per le arringhe difensive.
L’unico imputato del delitto sarebbe stato tradito da alcune prove, un video che proverebbe il pedinamento con l’auto nei confronti della vittima nelle ore precedenti l’omicidio, e una scarpa recuperata in un terreno che l’imputato, secondo quanto emerge dalle indagini e dalle intercettazioni, ha cercato di fare sparire, la cui impronta della stessa era stata ricavata nel laboratorio di Miceli, nel centro di Cattolica Eraclea, dove è avvenuto l’omicidio.
Ancora oggi sconosciuto il movente che, comunque, secondo il Pubblico ministero è da ricondurre a una rapina. Il marmista è stato colpito ripetutamente con un’acquasantiera di marmo, e con un’autoclave.
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