
Con la formula “per non avere commesso il fatto”, i giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, hanno assolto l’avvocato Angelo Balsamo, già sindaco di Licata. Il Procuratore generale al termine della requisitoria aveva chiesto cinque anni di reclusione, ovvero, oltre alla conferma dei reati per cui era stato condannato in primo grado, aveva chiesto di riconoscere la colpevolezza del penalista, anche per i reati di corruzione in atti giudiziari, e calunnia,
La decisione ribalta la sentenza di primo grado quando, i giudici del Tribunale di Agrigento, avevano condannato Angelo Balsamo a 2 anni e 6 mesi di reclusione. I giudici della Corte d’Appello, inoltre, hanno assolto con formula piena Carmelo Malfitano “perchè il fatto non sussiste”, accogliendo le tesi proposte dal legale difensore, l’avvocato Francesco Cottone, ed hanno pronunciato il “non doversi procedere”, per avvenuta prescrizione dei reati, nei confronti di Francesca Bonsignore, assistita dall’avvocato Giuseppe Glicerio. La sentenza di appello arriva dopo oltre sette anni dai fatti contestati.
La Procura generale adesso potrebbe ricorrere in Cassazione. La vicenda parte da un banalissimo incidente stradale, uno dei tanti che quotidianamente si verificano sulle nostre strade. Nello scontro tra un’auto e un motorino restò ferito un minore. Da lì in poi scatta l’idea di truffare l’assicurazione. Ecco che si trova un testimone falso, e il processo per chiedere il risarcimento danni con un alto indennizzo liquidato. Ma non si trova l’accordo sul compenso da destinare all’avvocato, e puntale arriva la ‘vendetta’ con un cd della registrazione effettuata nello studio legale Balsamo, inviato all’allora dirigente del Commissariato di Palma di Montechiaro, Angelo Cavaleri.
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