Approda al Tribunale del Riesame la maxi inchiesta “Waterloo”, su una presunta associazione a delinquere, attorno a “Girgenti Acque Spa”, per anni gestore del servizio idrico integrato in provincia di Agrigento. Per venerdì 9 luglio è fissata l’udienza per il personaggio “chiave”, l’imprenditore agrigentino Marco Campione, 60 anni, l’unico dei fermati, rimasto in carcere per decisione del Gip.
Nel ricorso i legali difensori, gli avvocati Lillo Fiorello, e Omar Giampaolo Mohamed Ahmed, chiedono l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, e della misura personale a carico dell’imprenditore.
Secondo l’accusa – l’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, dall’aggiunto Salvatore Vella, e da un pool di pubblici ministeri, composto da Paola Vetro, Antonella Pandolfi e Sara Varazi – l’ex presidente di “Girgenti Acque” avrebbe messo in piedi una vera e propria “rete” di professionisti, politici, pubblici funzionari, uomini delle istituzioni, e delle forze dell’ordine, corrompendoli o, comunque, asservendoli, con la distribuzione di posti di lavoro, e incarichi per familiari e amici.
Per altri tre coinvolti nella vicenda, e attualmente ristretti ai domiciliari, Calogero Patti, 53 anni, dipendente di “Girgenti Acque”; Angelo Piero Cutaia, 51anni, direttore amministrativo di “Girgenti Acque”; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale “Girgenti Acque”, tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Scozzari, il ricorso al Riesame sarà discusso domani (giovedì 8 luglio).
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