Il passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado all’Università porta con sé numerosi timori e incertezze. Un modo diverso di approcciarsi allo studio: dall’organizzazione metodica fatta di lezioni al mattino, interrogazioni e verifiche su piccole parti di programma, a una dimensione di autonomia in cui la neomatricola si troverà a dover auto-organizzarsi per ogni singolo esame. Questo passaggio causa un forte senso di disorientamento, soprattutto nei primi tempi.
Tra semestri, esami, seminari, reperimento dei materiali e soprattutto la gestione autonoma del tempo, lo studente si troverà a muovere i primi passi commettendo, inevitabilmente, qualche incidente di percorso. Questo vale sia che ci si iscriva presso un’università tradizionale sia che si opti per un ateneo telematico. In quest’ultimo caso, la didattica a distanza sarà supportata da un tutor che accompagnerà lo studente per tutto il suo percorso accademico, come spiega ad esempio Unicusano.it, il sito di una delle migliori università telematiche italiane riconosciute, l’Università Niccolò Cusano.
5 errori e/o incidenti da evitare
L’inesperienza e i primi tempi possono essere causa di errori e incidenti che gravano sul rendimento della neomatricola, ecco quelli più comuni.
Cattiva gestione del tempo
Rappresenta uno degli errori più comuni commessi dalle matricole. La ragione è legata forse proprio all’auto-organizzazione nello studio. Lo studente proviene pur sempre dalla scuola superiore, abituato a ritmi scanditi da orari precisi e verifiche prestabilite su piccole parti del programma. L’università richiede, invece, autonomia nell’organizzazione. Pertanto, il corsista incorre nel rischio di ritrovarsi giorno dopo giorno a rimandare lo studio o il ripasso mentre il tempo scorre velocemente, per poi arrivare in prossimità dell’esame con un vasto programma ancora da studiare e fissare.
Procrastinare la preparazione di un esame
Proprio la cattiva gestione del tempo è figlia della procrastinazione costante: “lo farò domani” è la frase che numerosi studenti si ripetono quando decidono di accogliere l’idea che qualsiasi altra cosa sia più allettante che sedersi alla scrivania e studiare quell’esame che proprio non piace. La procrastinazione, sebbene in una prima fase possa sembrare una decisione allettante, in realtà è la radice di ansie e attacchi di panico quando, rimando dopo rimando, si arriva a poche settimane dall’esame con una preparazione ancora insufficiente.
Affidarsi molto alle voci di corridoio
Se la cattiva gestione è figlia della procrastinazione, spesso questa deriva da un atteggiamento inconscio legato alle voci di corridoio: il nemico per eccellenza di ogni singolo studente e non solo delle matricole. Mai dare molto credito a queste voci, spesso sono legate a pregiudizi, ad una scarsa preparazione, ad autogiustificazioni alla propria insufficiente preparazione. Ogni esame è un’esperienza soggettiva.
Stile di vita non equilibrato
Doversi autogestire, soprattutto i primi tempi, porta ad avere uno stile di vita privo di equilibrio o priorità. Ciò accade soprattutto agli studenti fuori sede, i quali, emozionati dal sapore di libertà, hanno il desiderio di godersi quella pseudo autonomia che spesso li depotenzia nelle energie da investire, invece, nello studio.
Rimandare l’esame
Un altro errore comune è l’idea di rimandare l’esame per timore, ansia o stress, non considerarsi sufficientemente preparati o semplicemente per timore delle voci su quella cattedra. Discorso a parte riguarda invece gli esami che prevedono la bocciatura a sessione. In questo caso sarà necessario considerare una serie di variabili legati al percorso accademico personale.
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